Void Witch - Void Witch | Aristocrazia Webzine

VOID WITCH – Void Witch

Gruppo: Void Witch
Titolo: Void Witch
Anno: 2022
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Everlasting Spew Records
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TRACKLIST

  1. My Coffin Overfloweth
  2. Asphyxiation Ritual
  3. Boudoir Bloodfeast
DURATA: 21:24

A volte capita di girovagare su Bandcamp imbattendosi in copertine talmente strambe, puerili e brutte da esserne attratti, cliccarci sopra e comprare il disco senza neanche aver finito la prima traccia. Ecco riassunto l’inizio della mia avventura con i Void Witch, band texana fautrice di un death-doom metal che paga tributo a nomi come Temple Of Void e Hooded Menace. Dopo una demo in formato digitale prodotta nel 2021, il gruppo decide di firmare per la nostrana Everlasting Spew Records, pubblicando quest’anno un EP omonimo di una ventina di minuti.

Racconti di zombi, torture e putrefazione degni di una sceneggiatura dell’epoca d’oro di Lucio Fulci prendono vita in tre tracce dalla durata media di sei minuti l’una, in cui la potenza devastatrice del quartetto lascia ben poco respiro all’ascoltatore, asfissiandolo con miasmi pestilenziali e riff dall’incedere lento e martellante ma a dir poco coinvolgenti. Gli assoli sono particolarmente frequenti, specie nella traccia finale, mentre i cambi di tempo la fanno da padrone pur riuscendo a non spezzare minimamente il ritmo e risultando naturali e fluidi. Completano il tutto un growl cavernoso come pochi e una batteria dall’andamento semplice ed efficace. Il mix accentua poi particolarmente le frequenze basse, contribuendo a rendere il quadro sonoro ancora più melmoso e putrido.

Se la proposta dei Void Witch non è particolarmente originale (né sicuramente vuole esserlo), bisogna far notare come il songwriting e la produzione siano degni di una band già navigata, mostrando una certa maturità e chiarezza di intenti che fanno del quartetto texano una realtà dalla personalità già perfettamente definita e comprensibile sin dal primo ascolto. L’unica critica che si potrebbe avanzare è il fatto che l’EP è sostanzialmente identico alla demo, discostandovisi soltanto grazie all’aggiunta di “Boudoir Bloodfeast”. Con qualche sforzo in più i Void Witch avrebbero potuto almeno aggiungere un’altra traccia o comporre un EP totalmente inedito: che risparmino le forze per un prossimo album?