Voidfire - Ogień Pustki

VOIDFIRE – Ogień Pustki

Gruppo:Voidfire
Titolo:Ogień Pustki
Anno:2020
Provenienza:Polonia
Etichetta:Autoprodotto
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Bladość
  2. Światło – Cierń
  3. Kwiat pustki
  4. Sztorm
  5. Ogień Pustki
DURATA:44:32

Fuoco del vuoto, questa la traduzione del titolo del debutto nonché del nome stesso dei Voidfire, band proveniente da Białystok, città della Polonia dell’est famosa per la sua scena techno e per i Batushka. Attivi dal 2018, nelle fila dei Nostri militano alcuni dei membri dei più noti Devilish Impressions e Lilla Veneda, entrambi dediti a un black-death melodico pesantemente ispirato ai conterranei Behemoth.

A differenza dei gruppi succitati, i Voidfire sono artefici di un black metal melodico più tradizionale e molto meno influenzato dal death metal, debitore di una certa scuola svedese nel riffing (i Sacramentum di Far Away From The Sun su tutti) e nell’abbondanza di intermezzi acustici (Dissection), ma che non disdegna i richiami ai Mgła nelle ritmiche e, soprattutto, nel sound delle chitarre (in particolare quello di Exercises In Futility).

Ogień Pustki è un trionfo di riff in tremolo picking sulle cui melodie si reggono i sei brani, la cui durata varia dai sei agli otto minuti, arricchiti da numerosi intermezzi arpeggiati e lead che contribuiscono a rendere estremamente scorrevole il tutto. Il suono delle chitarre è tagliente e limpido, ogni singola nota è perfettamente udibile sia nei riff che negli arpeggi, così come il basso, che spicca regalandoci spesso melodie inaspettate che vanno a intrecciarsi e mescolarsi con quelle delle chitarre.

Una nota di merito va alla batteria che si fa immediatamente notare per la sua complessità e varietà, risultando precisa e spietata nei blast beat, ma nel contempo espressiva e capace di dettare la dinamica intera di un brano: prendete l’introduzione di “-“,  in cui contribuisce, insieme al resto degli strumenti, alla costruzione di un climax che culmina nel primo verso.

Il comparto vocale di Ogień Pustki è interamente gestito dal bravo Krzysztof Sobczak, cantante dei Lilla Veneda, il cui stile alterna screaming e parlato e ben si amalgama, per espressività e intensità, con lo stile del gruppo. I testi, opera del poeta Jakub Lisicki, membro integrante della formazione dedito esclusivamente a tale ruolo, sono scritti interamente in polacco. Secondo Jakub M. Zdzienicki, compositore principale nonché responsabile delle parti di basso e chitarra, il concept sul quale si basa Ogień Pustki è una sorta di viaggio emozionale che conduce l’individuo, attraverso l’introspezione e la sofferenza spirituale, al raggiungimento dell’ispirazione artistica.

Rigorosamente polacca anche la copertina, su cui figura un dipinto del 1976 del celeberrimo Zdzisław Beksiński, i cui quadri (che vediamo comparire negli artwork di innumerevoli band) sono, secondo l’autore stesso, privi di significato intrinseco e per lo più ispirati dai suoi stessi sogni.

In conclusione, Ogień Pustki è un ottimo inizio per i Voidfire, che danno alla luce probabilmente uno dei migliori album del 2020 in ambito black metal, dimostrando una notevole ispirazione e maestria in campo compositivo-strumentale, ma anche nella registrazione e nel mastering: il disco è stato interamente autoprodotto dalla band, che al momento non è sotto contratto con alcuna etichetta. Resta da chiedersi se dopo un inizio del genere, che pone già standard altissimi, i Nostri saranno capaci di mantenere o addirittura alzare la qualità del loro lavoro anche in futuro.

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