VOLUSPAA – Åsa

VOLUSPAA – Åsa

 
Gruppo: Voluspaa
Titolo: Åsa
Anno: 2010
Provenienza: Norvegia
Etichetta: Aurora Australis Records
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TRACKLIST

  1. Av Sin Klokskap
  2. Hennes Røst
  3. Reis Deg Min Herre
  4. Hvorfor…
  5. Djupet
  6. En Hymne Til Våre Udødelige Forfedre
  7. Ei Folkevise
  8. Mens Månen Lyser Opp
  9. Min Plikt Som Far
  10. Vandring
  11. En Tid Tilbake
DURATA: 53:40
 

La band viking metal norvegese Voluspaa è in realtà un progetto solista, la mente unica che tira le fila di questa creatura è quella del polistrumentista Freddy Skogstad. Nata artisticamente nel 1994, dopo svariati demo ha atteso ben sedici anni per dare alla luce l'album di debutto, ma ne è valsa la pena.

"Åsa" è un piccolo gioiello dotato di un'epicità sincera, l'artista è riuscito nell'ardua impresa di combinare i vari elementi che ne compongono il suono, equilibrandoli il meglio possibile. Si va da passaggi black metal a traversate acustiche, da vocalità ampie ed evocative ad altre ficcanti e minacciose. Sin dall'apertura affidata a "Av Sin Klokskap" la lezione dei maestri Bathory è palese sia stata assorbita ed elaborata con personalità, le strutture sono intrise di heavy metal, la furia del Mare del Nord viene rappresentata nei fraseggi tumultuosi che come le acque in tempesta si abbattono sull'ascoltatore.

Le melodie cantilenanti ricche di piglio sono il punto di forza della fantastica "Reis Deg Min Herre", un coro intonato durante l'ondeggiare fremente, l'uomo che dialoga apertamente con la natura. "Hvorfor…" e "En Tid Tilbake" seguono le orme dell'apripista iniziale; le reminiscenze quorthoniane, seppur ferree e costanti, non ledono nè rendono espressamente derivativo l'incedere di tali tracce, caratterizzate dalla composizione fluida che Freddy ha donato loro.

"Djupet" si fa notare per la ritmica cadenzata imponente: l'inserimento del flauto, il delicato passaggio tastieristico e il ciclico ripetersi del riffing la rendono la traccia più malinconicamente greve del disco, il punto di connessione adatto a dare il via alla successiva "En Hymne Til Våre Udødelige Forfedre". Anch'essa dal tratto decisamente scuro, in cui è ancora l'orpello flautistico a colpire, coadiuvato dalla vocalità da incantatrice di Hildr Valkyrie, ricamata sulle note che scorrono. Tale suggestivo fascino impregna anche "Ei Folkevise": la canzone nei suoi sei minuti è una delle più evocative dell'album, il violino intarsia l'aria, il canto ammaliante è preparatorio per lo sfogo rabbioso che prende piede brevemente ma con importanza, prima che il canto pulito di Freddy si imponga nuovamente.

"Åsa" è un lavoro vario e ben orchestrato, nel quale la presenza delle due donne a dar manforte (Hildr Valkyrie alla voce e Sareeta, già con Ram-Zet, Ásmegin, In Lingua Mortua) non fa che rafforzare e aumentarne il valore. Dal canto suo Freddy Skogstad ha messo in piedi undici episodi privi di tempi morti, la noia non riesce a far breccia nel corso degli oltre cinquanta minuti di musica da lui offerti; il minimalismo acustico e l'espressività trasmessa fanno del disco una prestazione di spicco e mostrante una veste propria.

Se amate questo stile e realtà quali Enslaved, Vintersorg, Galar e Myrkgrav rientrano nei vostri ascolti, non posso far altro che consigliare l'acquisto diretto di "Åsa", che tiene loro degnamente testa e fa venire l'acquolina in bocca nell'attesa di un proprio, speriamo di livello medesimo o superiore, successore.

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