VOR – Depravador

 
Gruppo: VOR
Titolo: Depravador
Anno: 2018
Provenienza: Spagna
Etichetta: Third I Rex
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TRACKLIST

  1. Depravador
  2. Black Goat
  3. Why
  4. Cudgel
  5. Blood… Fear… Knife… Sin
  6. Daga
  7. Dark Fraga
  8. Depravador [versione Coffin]
  9. Depravador [versione Noise Hole]
DURATA: 52:09
 

Cafoni, rumorosi e disturbati: così potrebbero essere definiti i VOR, duo spagnolo che proprio non vuole saperne di mezzi termini.  Edu e Ivàn si avvalgono, citando, esclusivamente di basso, batteria, rumore e urla. Tutto confermato dal sottoscritto dopo i primissimi minuti di ascolto: il loro è uno sludge abrasivo e malato, una creatura sudicia che origina da qualche angolo oscuro in cui gli incubi assumono forme bestiali e distruttive.

"Depravador" è il secondo lavoro degli Spagnoli e si piazza a metà strada tra il disagio fisico e mentale degli Eyehategod e l'essenzialità di gentaglia come i Mantar, il tutto portato ancora più all'estremo e condito da un'attitudine tipicamente punk che rinnega qualsiasi limite o paletto di qualsivoglia genere: così troviamo momenti più marcatamente drone-doom, come la lunga e dilatatissima title track, e altri in cui la follia assume forme più dinamiche ("Black Goat", "Daga") fino a raggiungere certi estremi che il 99% della popolazione mondiale non riuscirebbe neanche ad accostare al termine musica, come la brevissima "Why".

Le composizioni sembrano più opera di due incessanti martelli pneumatici che di strumenti musicali e presentano momenti piuttosto accattivanti e piacevoli accanto ad altri claustrofobici e opprimenti. Cinquantadue minuti di violenza sonora con cui mettere a dura prova le proprie sinapsi e che trovano il culmine nella mastodontica "Dark Fraga", in cui fanno sfoggio di sé anche una voce femminile e un improbabilissimo ritmo swing; buttato totalmente a caso a metà pezzo, ma che magicamente non sorprende in virtù di quanto sentito prima. E, come se lo schifo non fosse già abbastanza, la prima traccia è presente con ben due versioni alternative in chiusura, con nomi che sono tutto un programma: la versione Coffin e quella Noise Hole sono proprio come ve le aspettate; la prima è un insieme di suoni dall'oltretomba, la seconda pregna di effetti alienanti in preda a un bruttissimo trip.

Sonorità portate all'estremo e suoni marci e spudorati, quindi. Fate vostro o comunque date una chance a "Depravador", un disco che riesce, a modo suo, a essere scorrevole e divertente. Questo, chiaramente, presupponendo che vi troviate in linea con la proposta e non abbiate timore di approcciarvi a certe scelleratezze sonore.

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