Vrademargk - Arrelats

VRADEMARGK – Arrelats

Gruppo:Vrademargk
Titolo:Arrelats
Anno:2021
Provenienza:Spagna
Etichetta:Blood Fire Death
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TRACKLIST

  1. Lividesa
  2. Arrelats
  3. Estigmes Sobre Cendres
  4. L’Alè Dels Indòmits
  5. L’Art De Morir
  6. Egocidi
  7. Eudaimonia
DURATA:35:26

Come abbiamo visto in altre occasioni, nel metal i lunghi iati non rappresentano una condanna a morte artistica. Certo, non pubblicare nulla per anni può essere molto sconveniente, in particolare se si parla di gruppi con un numero ristretto di ascoltatori: questi ultimi, dopo molto tempo senza notizie concrete, tendono a mettersi il cuore in pace e passare ad altro. Va secondo me tenuto presente però che spesso la situazione di stallo è causata da eventi sfortunati, che sfuggono al controllo dei membri del gruppo; eppure non è raro che una band tornata in attività dopo quasi un decennio pubblichi un album, a dimostrazione dell’impegno e del desiderio di tornare in carreggiata.

Così i catalani Vrademargk si sono trovati a far passare ben otto anni dalla pubblicazione del precedente The Black Chamber (2013) al nuovo Arrelats. Se mi avessero chiesto di scommettere sull’anno di uscita e sulla sua provenienza geografica ascoltando solamente la musica, senza darmi alcun indizio, di certo non avrei indovinato: la mia risposta sarebbe stata Göteborg verso metà degli anni ’90, anche se a dire il vero il cantato in lingua catalana avrebbe dovuto insospettirmi. Stiamo parlando, si capisce, di death metal melodico: i Vrademargk non fanno mistero del loro amore verso gli At The Gates e primi Dark Tranquillity (in particolare quelli di Skydancer), e anzi ne fanno un vanto. All’interno di Arrelats troviamo quindi una serie di passaggi melodici sparati a tutta velocità e rari momenti di tregua. Non intendo tuttavia incolpare i catalani per la sensazione di già sentito riscontrabile durante i 35 minuti di durata, in quanto la maggioranza dei brani è stata scritta con molta attenzione, in particolare “Lividesa”, “Eudaimonia” e “L’Art De Morir” (dallo stacco centrale in poi); unica eccezione forse un paio di episodi un po’ più ripetitivi di quanto era lecito aspettarsi verso la metà della scaletta.

Ci sono molti momenti in questo album dove si riesce a recuperare l’intensità delle melodie svedesi, e a mio parere la produzione grezza, lontana dagli eccessi di pulizia che sembrano diventati obbligatori per il genere, aiuta a mantenere intatta l’atmosfera. Il mio parere sulla sezione ritmica è invece ambivalente: da un lato apprezzo l’attacco furioso e brutale del batterista Manel Rodríguez, proprio perché alcuni brani guadagnano davvero molto in termini di aggressività; dall’altro però si ha talvolta la sensazione che i Vrademargk siano rimasti bloccati alla loro velocità massima, appiattendo alcune parti che avrebbero necessitato di maggiore respiro.

In conclusione, Arrelats è un album che ci mostra una band fedele, quasi nostalgica di come si suonava una volta il death melodico, ma che al contempo non rinuncia al legame con la propria terra. In altre parole, l’obiettivo dei Vrademargk è molto chiaro, come è al contempo evidente a quale pubblico si stiano rivolgendo. Mi auguro solo che non facciano passare altri otto anni prima di dare ancora notizie sul proprio conto.

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