VVORSE - Kurjien Elegia | Aristocrazia Webzine

VVORSE – Kurjien Elegia

Gruppo: VVORSE
Titolo: Kurjien Elegia
Anno: 2022
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Off Records
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TRACKLIST

  1. Kenen Valta?
  2. Käännyn Hiljaa Pois
  3. Varjoaine
  4. Nevar Tā Blakus Līdzi Just
  5. Kurjien Elegia
  6. Luovuta
  7. Haluan Kuolla Rauhassa
  8. 1990
DURATA: 34:36

Forse non avevamo ancora preso un numero sufficiente di schiaffi emotivi negli ultimi due anni, ma niente paura: a salvarci arrivano le confortevoli e in un certo senso familiari anfibiate in faccia dei VVORSE. I finlandesi erano in effetti già passati sulle nostre pagine più di una volta, di cui l’ultima in occasione della pubblicazione dell’EP Ajatus Vapaudesta, un lavoro di poco più di venti minuti molto incisivo in cui i quattro di Jyväskylä ci avevano buttato addosso buio, grida e disperazione in forma di crust e punk hardcore.

Kurjien Elegia è il loro secondo album e basta una rapida occhiata ai titoli per realizzare che anche stavolta dobbiamo prepararci a esplorare stati d’animo niente affatto positivi: “Luovuta” sta per arrenditi o anche rinuncia; “Haluan Kuolla Rauhassa” per voglio morire in pace. Del resto il nome del disco è Elegia dei miserabili, quindi direi che è tutto un programma. I temi principali sono incentrati su un mondo dominato da distopie ed esistenzialismi. Se in merito alla presenza di distopie nella realtà che viviamo attualmente può esserci ancora qualche dubbio, dato che per fortuna non siamo del tutto in The Handmaid’s Tale (anche se, forse…), le correnti esistenziali al momento sono tra quelle che dominano ben più di una generazione. Del resto il Pianeta sta morendo, mentre scrivo ci sono truppe russe ammassate intorno all’Ucraina, i ghiacciai si stanno sciogliendo: mi sembra pure il minimo accettare lo status dell’uomo come essere finito, solo e impotente davanti alla morte, ma anche davanti all’insensatezza e all’assurdità della vita. I miserabili dei VVORSE siamo noi, ma già solo per la scelta di sopravvivere e provare a trovare un senso a questa melma siamo in un certo senso degli eroi e ci meritiamo ben più di un’elegia.

Tuttavia, se invece la voglia di sopravvivere ti è appena passata, grandioso: è lo spirito giusto per sedersi (o anche no) e ascoltare Kurjien Elegia. Ci troverai il punk, l’hardcore più disperato e il crudissimo crust dei dischi passati, ma anche qualche inaspettata pennellata di black metal, ad esempio in “Kenen Valta?” (potere di chi?) o “Haluan Kuolla Rauhassa”. La musicalità della lingua finlandese dimostra ancora una volta di sapersi adattare benissimo a varie sonorità, anche a urla cariche della violenza di cento metaforici rasoi in gola. L’album è da buttare giù tutto di un fiato, senza interromperlo per nessuno motivo: è una scarica di oscura negatività da incassare tutta insieme, oppure è meglio rimandarla a un momento più consono. Ottime le dinamiche di batteria della title track, mentre a chiudere la scaletta sono le sinistre melodie un po’ à la Kylesa di “1990”.

Ho dei ricordi molto positivi di quell’unica volta che ho incrociato i VVORSE dal vivo, sarebbe interessante assistere alla furia di Kurjien Elegia in tale sede. Terrò gli occhi aperti e ne riparleremo, sappi comunque che l’album si difende benissimo anche sparato dalla cassa portatile poggiata sulla mensola.