WACHT / BALEST – Musica Rumantscha Per Mantegner La Tradiziun, L Surëdl Va Do Ju

 
Gruppo: Wacht / Balest
Titolo:  Musica Rumantscha Per Mantegner La Tradiziun / L Surëdl Va Do Ju
Anno: 2010
Provenienza:   Svizzera / Italia
Etichetta: Bergstolz
Contatti:

 

 
TRACKLIST

  1. Wacht – Accordanza
  2. Wacht – Güstizia, Per La Vardà
  3. Wacht – Grischun II – Viva La Grischa
  4. Wacht – Fin Cha'l Muond Es Sfrachà
  5. Balest – La Gran Viera
  6. Balest – L Surëdl Va Do Ju
DURATA: 31:56
 

La Svizzera ha una piccola scena oscura molto orgogliosa e conservativa che offre regolarmente nuovi lavori di gruppi underground. Le sue regioni montagnose sono da secoli uno dei legami più importanti fra la Confederazione e l’Italia settentrionale. Da lì giunge il progetto Balest che con Wacht assale i vostri cuori neri.

Wacht e Balest desiderano elogiare la loro patria montanara con un disco contenente testi in reto romancio e ladino. Queste sono lingue parlate nel Canton Grigioni, che giace nell’est della Svizzera, e in alcune zone limitrofe italiane. Questi idiomi perdono purtroppo sempre più importanza a causa dell’emigrazione in regioni di lingua tedesca o italiana e proprio perché queste due lingue, più forti, cannibalizzano un pezzo di cultura.

La Bergstolz si è veramente impegnata per offrirci un bel vinile pesante limitato a 266 copie. La tonalità dorata della copertina è utilizzata anche per il disco stesso, rendendo il tutto veramente esclusivo e chic.

I Wacht suonano un black classico, senza fronzoli e hanno all’attivo parecchie registrazioni demo, qualche split e un full che sarà tema di una futura recensione. I pezzi sono costruiti in modo semplice e vivono particolarmente della voce straziata e dei testi di HvS/Steynsberg. Le canzoni variano grazie a passaggi da mediamente veloci a veloci e sono molto malinconiche. Wacht sa come variare la routine all’ascolto!

Balest è un progetto, pure lui dedicato al black metal tradizionale, che ha dato finora alla luce un demo, due split e un EP. I riff sono a volte curiosi, così come la voce, poco tipica per il genere, che rende il tutto più interessante. L’impressione generale dei pezzi, anche qui molto malinconici, è buona e fa venire voglia di approfondire l’ascolto di questo gruppo del Trentino.

Gli amici del sottosuolo faranno bene a sbrigarsi ad accaparrarsi questo disco ultra-limitato. Come detto sopra, questo lavoro è molto esotico, grazie ai testi in lingue quasi morte. Sono sicuro che entrambi i gruppi troveranno fra le fila dei nostri lettori l’uno o l’altro sostenitore.

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