WACHT / DUNKELHEIT – Split
Perché perdere tempo a parlare del lavoro della Bergstolz, etichetta svizzera affermata nell’underground? Passiamo senza preamboli alla discussione di questo split ungaro-elvetico che coinvolge Wacht e Dunkelheit.
Gli elvetici Wacht aprono le danze con tre tracce che mostrano una leggera evoluzione rispetto ai pezzi grezzi pubblicati in passato; passaggi di pianoforte (prologo ed epilogo) e alcune parti mediamente lente contrastano le sezioni veloci, mentre qualche arpeggio melodico arrotonda l’atmosfera generale e rende il pubblico curioso riguardo le future composizioni del gruppo. La produzione non è il massimo del piacere, soprattutto la batteria è impastata e troppo dominante. Parlavo di un certo progresso musicale; le canzoni non sono, però, all’altezza e, secondo me, rappresentano solo uno stadio intermedio che dovrebbe restare nel cassetto fino al prossimo livello evolutivo. Summa summarum: il gruppo non ha lavorato male e offre un black metal che soddisfa i desideri dell’ascoltatore medio odierno.
Gli ungheresi Dunkelheit, attivi dal 2005, fanno coppia con i Wacht per completare un disco pieno d’atmosfere. La porzione degli ungheresi offre un black metal abbastanza marziale ligio ai canoni abituali, pur non essendo di cattiva qualità (pensate quello che volete riguardo questa frase…). Esso contiene molte parti che invitano l’ascoltatore a scuotere la testa, variando spesso il ritmo, anche se gli schemi utilizzati mi paiono standardizzati e lasciano scivolare la creatività della formazione in secondo piano. In fondo i ragazzi magiari non sono da sottovalutare e impiattano una serie di pezzi a volte emozionanti che hanno il loro fascino.
Questo split non offre solo un bel libercolo con tanto di testi e foto dei partecipanti, ma anche una varietà di black che varia dal grezzo-atmosferico al lento-marziale. Le due formazioni non appartengono alle punte di diamante della scena europea, propongono comunque un prodotto da non disdegnare.