WALK THROUGH FIRE – Hope Is Misery

 
Gruppo: Walk Through Fire
Titolo:  Hope Is Misery
Anno: 2014
Provenienza:   Svezia
Etichetta: Aesthetic Death
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TRACKLIST

  1. Sustained In Grief
  2. Hope Is Misery
  3. Grow Stronger In Isolation
  4. Harden In Despair
  5. Waking Horror
  6. Next To Nothing
  7. Another Dream Turned Nightmare
  8. Laid In Earth
DURATA: 01:19:19
 

Gli svedesi Walk Through Fire tirano fuori la loro terza uscita, la seconda in versione di lunga durata, intitolata "Hope Is Misery". La miseria che trapela dagli scenari grondanti angoscia, abbandono e qualsiasi altra forma di sentimento decadente da voi immaginabile è il cibo che alimenta la malattia da essa condotta, malattia capace di inchiodarvi, facendo disperdere i pensieri sotto una fitta coltre di nero che ammanta; oppure al contrario lasciarvi in piena salute, in quanto facilmente debellata dall'organismo, data la noia causatavi dall'ascolto di un paio di tracce.

L'album non è particolarmente complesso da assorbire, si nutre di una lunga onda scura che allarga il proprio raggio sino a inghiottire tutto ciò che le capita a tiro. Lo fa rivoltando il terreno in profondità tramite l'utilizzo di riffoni mastodontici e dilatati, tanto da trascinarsi dietro un'aura funerea; alternando situazioni di vuoto apparente nelle quali le chitarre agiscono in maniera flebile ma ossessiva, con altre in cui la tempesta si scaglia imperterrita contro l'orecchio, percuotendolo con le parti cantate da Ufuk Demir, per lo più urlate, estreme e incisive, anche se decisamente impostate in modo rigido. La sezione ritmica al contrario sa imporsi sia per la prepotenza con la quale picchia che per la prova dinamica.

Il problema di questo disco, equamente suddiviso per quanto riguarda le tracce strumentali presenti ("Sustained In Grief", "Grow Stronger In Isolation", "Next To Nothing" e "Laind In Earth") e quelle dotate di apparizioni vocali ("Hope Is Misery", "Harden In Despair", "Waking Horror" e "Another Dream Turned Nightmare"), è legato alla natura corrosiva e alla monotonia. Per alcuni tali elementi potrebbero risultare fondamentali nel dissestante svolgersi dei pezzi, mentre per altri l'accentuarsi e prolungarsi diverranno fonte di tedio in parte evitabile. Ci sarebbe però da tenere in conto il fatto che queste sono due delle caratteristiche portanti necessarie ai Walk Through Fire per far sì che le loro canzoni siano in grado di mostrare alla nostra mente immagini desolanti e in cui l'annientamento di ciò che sta intorno diviene mezzo di pulizia adeguato a una ripartenza da zero; nel caso in cui si decidesse di affievolirne il peso, si andrebbe a intaccare la parte malsana del suono e sarebbe un peccato, ancor di più sapendo che gli episodi in scaletta, a eccezione dell'ultima "Laid In Earth", non sono stati registrati in studio, bensì in sede live, probabilmente per aumentarne la veridicità dell'impatto.

Una prestazione come quella fornita dai Walk Through Fire dovrebbe trovare terreno fertile quantomeno fra chi vive di sludge-doom e non si fa la minima paranoia nell'affrontare "mattonate" di questo genere senza batter ciglio. Potrebbe avvalersene in giornate talmente andate a male che è richiesta una rigenerazione totale per allontanare quella sensazione indesiderata d'incompleto che si trascinano dietro. L'onda d'urto dei Walk Through Fire demolisce e non lascia impronta.

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