WALKING DEAD SUICIDE – Rise Of Resistance

WALKING DEAD SUICIDE – Rise Of Resistance

Informazioni
Gruppo: Walking Dead Suicide
Titolo: Rise Of Resistance
Anno: 2012
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Inverse Records
Contatti: facebook.com/pages/Walking-Dead-Suicide/163433873722206
Autore: Mourning

Tracklist
1. Sekhmet (The Powerful One)
2. Broken
3. Resistance
4. Final Season
5. Sea Of The Drowned
6. World After
7. In My Funeral

DURATA: 43:16

Il proverbio “chi troppo vuole nulla stringe” credo sia conosciuto da tutti e alle volte capita proprio di poterlo usare dopo aver avuto a che fare con un disco che ti potrebbe dare tantissimo e invece ti lascia con qualche perplessità.
È stato ciò che mi è successo con il debutto dei finnici Walking Dead Suicide, una formazione che potenzialmente è interessante, varia, amante del rischio e del non fossilizzarsi. A conti fatti però è ancora lontana dal possedere una forma cangiante che fornisca quella brillantezza ai buoni intenti espressi in “Rise Of Resistance”.
Le sette tracce contenute nel disco, per ciò che concerne l’esecuzione, non si fanno disprezzare, i quattro musicisti sanno dove mettere le mani sullo strumento e chi per un verso chi per un altro fanno percepire la loro presenza, tant’è che la sezione ritmica di VH e PJ (rispettivamente basso e batteria) sia nei momenti battenti che in quelli nei quali si preferisce un approccio più soft e dinamico è rispettabilissima; stesso discorso vale per l’impostazione del riffing e delle melodie a cura di MH e l’impostazione vocale di MV che funesto e collerico s’inquadra all’interno di in uno schema death metal tutt’altro che old style.
La proposta è infatti di quelle che gli old schooler probabilmente riterranno “contestabile”, il suo cambiare volutamente percorso attraversando territori melodici, dilatandosi atmosfericamente, supportata da un’aura scura ma piuttosto melancolica, tanto da avvicinarsi a soluzioni affini al sound doom ed echi Meshuggah, potrebbe scoraggiare coloro che puntano su ascolti più decisi, profondi e “retrò”.
D’altro canto brani come l’opener “Sekhmet (The Powerful One)”, “World After” e la successiva “In My Funeral” (quest’ultima particolarmente catchy in alcuni frangenti a causa dell’apparire della voce in clean e di un ritornello dalla facile presa) attestano che le qualità e i momenti di coesione totale nell’operato messo in atto dai Walking Dead Suicide ci sono e fanno ben sperare per il futuro.
Un po’ di fretta, forse è questa che ha giocato a sfavore di “Rise Of Resistance”, sì le basi del platter erano i quattro pezzi contenuti nel demo rilasciato antecedentemente “I – Within The Ruins Of My Sanity”, che però era stato prodotto un anno prima e come capita sin troppo di frequente odiernamente, in un mercato peraltro continuamente inondato da uscite di discreto valore, ci si ritrova fra le mani un platter senza infamia né lode, un’ennesima partenza insomma, più concreta se vogliamo ma pur sempre non lontana da quel sei o sei e mezzo che mantiene a galla ed evidenzia il bisogna di lavoro, e sodo, per definire e rinforzare un’identità che necessita di una direzione non per forza univoca però quanto meno esente da sbalzi che la rendano “scollata”.
I Walking Dead Suicide sono acerbi e la maturazione non è così fuori portata, attendiamo quindi avvenga tale passaggio di stato, in questo momento vi suggerisco di dare un ascolto a “Rise Of Resistance” e segnarvi il monicker, il futuro ci darà conferma o meno del valore della band.

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