WALKYRYA – The Invisible Guest

Gruppo:Walkyrya
Titolo:The Invisible Guest
Anno:2018
Provenienza:Italia
Etichetta:Time To Kill Records
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TRACKLIST

  1. Black Hills
  2. Open Graves
  3. All The Time
  4. Drive Angry
  5. Evil Clown
  6. Venom Tears
  7. Out Of Brain
  8. March Or Die
DURATA:36:40

«Non sono un fan del groove metal, ma…» è ciò che molto di recente mi sono trovato a pensare per colpa dei miei conterranei South Of No North. Una tantum, credevo; invece, a qualche settimana di distanza e contro ogni aspettativa, rieccomi a scrivere di un’altra realtà nostrana che senza dubbio fa parte di questo filone, ovvero i potentini Walkyrya.

Uscita per Time To Kill Records, The Invisible Guest è il titolo della seconda prova sulla lunga distanza per la formazione attiva ormai dal ’99 che, stando all’Archivio-Metallo, ha in precedenza rilasciato un album e due EP. Pur essendo nati come band heavy metal (etichetta ancora presente sull’Enciclopedia del Malae), oggigiorno i Walkyrya sono piuttosto orientati verso il filone groove. Cambio di genere? Evoluzione stilistica? Chi ha compilato la pagina del pluridecorato sito è lento di comprendonio? Chi lo sa.

In vena di certezze, e tornando a parlare dell’ospite invisibile, c’è da dire questo: la band di Potenza non ha nulla di nuovo da offrire agli ascoltatori del genere. Punto. Parole dure? Forse sì, ma è anche vero che in un settore come il groove nudo e crudo c’è ben poco da innovare e ancor meno facile è riuscirci. Ciò detto, però, c’è un lato positivo: il disco è divertentissimo. Riffoni ignoranti, grezzume e attitudine in your face fanno della proposta dei Walkyrya una granata da far brillare. Credetemi quando vi dico che l’ascolto di The Invisible Guest, al netto dei testi un po’ scontati e delle sonorità derivative, è piacevole quanto una serata al pub — condita da qualche birra di troppo — a far caciara con gli amici; date un ascolto a “Drive Angry” e provate a convincermi del contrario.

Danzereccio e felicione: questi sono i due aggettivi che accosterei all’etichetta di groove nel descrivere The Invisible Guest; in sostanza, un disco da scampagnata metallica, da ascoltare più che altro mentre ci si ubriaca con gli amici durante una grigliata. Non c’è modo per i Walkyrya di uscire dall’ombra dei giganti che li hanno preceduti; o forse i Nostri non intendono davvero farlo. Il mio interesse, tuttavia, non sta nelle speculazioni di questo tipo: la proposta è piacevole, l’esecuzione è buona e riesce a farsi apprezzare.

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