Gli otto cavalli post-rock liberati dagli Wang Wen

WANG WEN (惘闻) – Eight Horses (八匹马)

Gruppo:Wang Wen (惘闻)
Titolo:Eight Horses (八匹马)
Anno:2014
Provenienza:Cina
Etichetta:New Noise
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. 北方向北
  2. 大连天空
  3. 第八层地狱
  4. 万佛朝宗
  5. 逃离母宇宙
  6. 酒神经
  7. 最后旅程
  8. Welcome To Utopia
DURATA:1:07:20

Partito come fenomeno relativamente cervellotico e di nicchia, nell’ultima dozzina di anni il post-rock ha raccolto sempre più consensi, espandendosi fino a contaminare altri generi e luoghi. La storia degli Wang Wen (“惘闻”) è un interessante specchio dell’evoluzione di questo stile all’interno del fitto sottobosco della musica cinese.

Il gruppo si forma nel 1999 nella città marittima di Dalian, Cina nord-orientale, e sembra aver studiato la materia su alcuni dei migliori testi disponibili all’epoca, ovvero quelli firmati Godspeed You! Black Emperor. Nell’arco di qualche anno, mettono insieme il loro primo disco Diary Of 28 Sleepless Days (二十八天失眠的日记), con cui esordiscono ufficialmente nel 2003. Il mio primo incontro con questa band arriva tra 2007 e 2008 quando, ancora studente universitario di lingua cinese, proseguivo la mia esplorazione dell’underground locale. Mi colpirono subito due cose, la prima furono le copertine (in particolare quelle di 7 Objects In Another Infinite Space e IV): sobrie, eleganti e con un approccio a metà tra il fumetto e l’arte astratta. La seconda, naturalmente, fu la musica; un gruppo chiaramente debitore dei grandi nomi di fine anni ’90-inizio anni ’00, ma in grado di lasciare la propria impronta sull’ascoltatore.

Gli Wang Wen sono ben consci del potenziale transnazionale che il loro genere (quasi interamente strumentale) comporta, ma non abbandonano mai la loro anima cinese, sia in termini di lingua che di riferimenti concettuali. Il disco di cui parliamo in questa sede è l’ottavo album di una carriera molto prolifica: Eight Horses (八匹马) viene rilasciato nel 2014 ed è già il secondo disponibile anche su Bandcamp (dopo 0.7 del 2012). Il lancio del disco in estate è stato accompagnato da un tour nazionale di grande successo, con date in gran parte delle maggiori città cinesi (io ero ovviamente presente a quella di Shanghai).

Come suggeriscono il titolo e la copertina, la scaletta conta otto episodi: otto cavalli che seguono la stessa direzione, ma con velocità e inclinazioni diverse. La traccia d’apertura “北方向北” (“Dal Nord Verso Nord”) è forse anche la più riuscita, alternando momenti di calma ed espansioni improvvise. Fa anche la sua comparsa un pezzo estratto da un discorso di Mao Zedong prima dello scioglimento finale guidato dalla tastiera. Le canzoni si assestano in maniera piuttosto confortevole tra i sette e i dieci minuti, con l’unica eccezione di “酒神经” (traducibile in italiano come “Il Libro Di Bacco”, il dio del vino). Dopo il secondo brano, dedicato al cielo di Dalian (meno inquinato della maggior parte delle città cinesi di dimensioni simili), gli Wang Wen esplorano i temi della distanza, della partenza (“最后旅程” — “L’Ultimo Viaggio” — a mio avviso il pezzo più intimo), della nostalgia, fino all’apparente ricongiungimento con una realtà salvifica in “Welcome To Utopia”, unico titolo in inglese del disco.

Se siete appassionati di post-rock, questo album può essere un’ottima occasione per affacciarsi su una realtà relativamente nuova. A differenza di altri progetti rock cinesi, la barriera linguistica non è un problema enorme (si limita sostanzialmente ai titoli) e si può tranquillamente apprezzare la parte musicale senza dover prestare particolare attenzione ai contenuti. Non necessariamente il miglior album nella carriera del gruppo di Dalian, ma sicuramente il più facilmente reperibile per il pubblico internazionale.

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