WAR-SAW – The Manifest

 
Gruppo: War-saw
Titolo: The Manifest
Anno: 2017
Provenienza: Polonia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Death Comes
  2. Blood Honour Vendetta
  3. Bleed Them Out
  4. Deprived Of Decency
  5. Black Painted Mind
  6. For Dust
  7. Beast Outside
  8. Fire In The Hole
  9. Monstrosity
  10. Righteousness
  11. Still Hopeful
DURATA: 42:02
 

A quattro anni di distanza dal debutto con "Nuclear Nightmare" (2013), i polacchi War-saw si rifanno vivi con il nuovo "The Manifest". La formazione è mutata nei suoi componenti: i due musicisti pilastro, gli unici presenti sin dai primi passi, sono il bassista Kamil "Kamiel" Podgórski e il chitarrista Marek "Agnostic" Molenda; non è affatto mutata invece quell'attitudine cattiva e martellante che ne caratterizzava la proposta.

I Mitteleuropei hanno confezionato un album che si muove sulla falsariga dell'antecedente e anche le influenze di base sono per lo più rimaste le stesse. Sferragliano in maniera minacciosa e leggermente più estrema, infilando un paio di sezioni in blast beat per indurire ulteriormente il tutto, un paio di frangenti groove che non guastano, qualche apertura melodica e divagazioni solistiche che ben si sposano con l'incedere da scapocciata continua.

All'interno della scaletta si fanno notare brani come "Blood Honour Vendetta", "Bleed Them Out", "Black Painted Mind" (al quale prende parte in fase di assolo Dominik Prykiel, sei corde dei compatrioti Vedonist), "Fire In The Hole" e "Monstrosity" (dove fa la propria comparsa il secondo ospite, Ralph Santolla, dei Millenium ed ex di Deicide e Obituary), che mantengono i giri del motore costantemente elevati. Vengono inseriti anche effetti e campioni, aspetto del quale si è occupato Filip Heinrich Halucha (Masachist, Vesania ed ex Decapitated e Unsun), che acuiscono l'atmosfera apocalittica e da conflitto di cui l'intero disco è ammantato. Infine le agrodolci note di pianoforte eseguite da Yuka Satomi in "Still Hopeful" concludono l'opera.

La sensazione che "The Manifest" prosegua in tutto e per tutto lo scontro avviato con "Nuclear Nightmare" è netta. Del resto, anche la qualità compositiva ed esecutiva messa in mostra rivaleggia tranquillamente con il passato. La differenza più evidente fra i due album è riscontrabile invece nell'approccio vocale di Łukasz Podgórski, più pesante e — in varie circostanze — non lontano dall'assumere connotazioni death metal, rispetto a quello più classico nei toni dell'ex Grzegorz "Panzer" Golianek.

I War-saw uniscono il vecchio e il nuovo: se il modo di interpretare il genere e l'impatto donato alle canzoni guardano decisamente indietro, attingendo dagli anni Ottanta, la produzione di stampo contemporaneo li avvicina, per certi versi, a compagini come Dew-Scented e Legion Of The Damned. Questo fa sì che il disco possa risultare gradito sia all'ascolto di un thrasher incallito e old school sino all'osso che a coloro i quali seguono la scena dalla seconda metà degli anni Novanta fino a dopo il 2000.

Strano che in un momento simile, in un periodo in cui il movimento è in ebollizione costante, i Varsaviani non abbiano trovato un'etichetta pronta a dar loro manforte. Che siano sfuggiti alle orecchie dei più? Peccato.

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