WARBRINGER – Waking Into Nightmares

 
Gruppo: Warbringer
Titolo:  Waking Into Nightmares
Anno: 2009
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Century Media Records
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TRACKLIST

  1. Jackal
  2. Living In A Whirlwind
  3. Severed Reality
  4. Scorched Earth
  5. Abandoned By Time
  6. Prey For Death
  7. Nightmare Anatomy
  8. Shadow From The Tomb
  9. Senseless Life
  10. Forgotten Dead 
DURATA: 40:14
 

A distanza di un solo anno dal loro debutto con "War Without End" gli statunitensi tornano alla carica con un disco contenente dieci tracce dal titolo "Waking Into Nightmares" e che abbian fatto un grosso passo avanti ve ne accorgerete subito appena inserito il cd nel lettore.

I suoni si armonizzano a dovere, la voce s’incastra meglio ed ha cambiato, per fortuna, leggermente impostazione rispetto al recente passato, alcuni tratti della proposta sembra fondere il thrash made in Usa e quello germanico richiamando a sé i Kreator nelle parti più veloci ed aspre.

La qualità della composizione si è affinata, i riff sono maggiormente fluidi e la solistica, per quanto non fantasiosa o innovativa, è azzeccata e sì, anche il modo di graffiare di John è deciso e molto più intenso, in pratica è arrivata per loro la svolta, non è ancora quella definitiva, ma la strada intrapresa pare essere quella giusta.

Pezzi come "Living In Whirlwind" e "Scorched Earth" mostrano una formazione in piena forma che pare aver trovato la linea guida sulla quale puntare per dar vita a del buon materiale. "Abandoned By Time" col suo riffato un po' Forbidden e un po' Testament trascina e ha il suo picco nella fase centrale in cui l’assolo incastonato a dovere prende forma destreggiandosi fra melodia e spirito caciarone prima che si torni al più normale martellare.

La strumentale "Nightmare Anatomy" è quello che non ci si aspetta dopo esser stati bombardati. La canzone rappresenta la parte più riflessiva ed intimista della band e ci pone dinanzi una composizione d’accompagnamento, o se preferite di passaggio, una pausa che dà il tempo esatto di prepararsi per bene alla successiva "Shadow From The Tomb" sparata sin dall’inizio e all'interno della quale John muta lo stile di cantato più volte senza darsi tregua. Le metriche da lui utilizzate sia per timbrica che modo di chiudere le parole sembrerebbero omaggiare Mr. John Tardy.

Le conclusive "Senseless Life" e "Forgotten Dead" sono riprova della bontà del lavoro e chiudono in bellezza il nuovo capitolo non aggiungendo né togliendo nulla a quanto già detto ed ascoltato in precedenza.

Tirando le somme: il disco è gradevole, scorre bene, non ha pezzi memorabili, ma la sua forza sta nell’insieme che lo rende una prestazione degna di rispetto,certo che la produzione forse fin troppo pulitina lo penalizza, ha si evidenziato meglio i suoni, tuttavia non gli permette di sfogarsi come vorrebbe e potrebbe. Le nuove leve, inclusi i Warbringer, riescono ad offrire delle prove di sano e semplice thrash e questo ci fa ben sperare per il futuro.

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