WARCKON – The Madman’s Lullaby

WARCKON – The Madman’s Lullaby

 
Gruppo: Warckon
Titolo:  The Madman's Lullaby
Anno: 2011
Provenienza:  Belgio
Etichetta: Emanes Metal Records
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TRACKLIST

  1. As The Death Knell Dolls
  2. The Madman's Lullaby
  3. Trapped
  4. After The Noise
  5. Shattered Illusions
  6. Lord Of Lunacy
  7. Salvation
  8. The Tower
  9. Path To The Gallows
  10. Back Against The Wall
DURATA: 45:19
 

L'etichetta transalpina Emanes Metal si sta dando parecchio da fare in ambito thrash e ormai abbiamo ospitato qui su Aristocrazia parecchi suoi gruppi, ad esempio i Gae Bolga e gli Infinite Translation. A quanto pare i francesi stanno continuando a sfornare uscite del genere, stavolta ripescando dal passato recentissimo. È stata data nuova vita infatti al debutto dei belgi Warckon intitolato "The Madman's Lullaby". Il disco, che era stato rilasciato nel 2011 tramite autoproduzione, in questa seconda veste è fornito di una copertina differente, seppur per un paio di dettagli ricollegabile a quella originale.

Neanche a dirlo si tratta dell'ennesima prova che alimenta il revival del periodo fondamentale di questo mondo. Gli Anni Ottanta e i primissimi Anni Novanta sono il punto di riferimento per ciò che riguarda l'aspetto temporale, mentre le influenze sonore attingono da band quali Exodus, Testament, Megadeth e Annihilator. La band di Jeff Waters diviene particolarmente importante all'interno del suono, a causa delle svariate intrusioni di chitarra pulita: le due strumentali "As The Death Knell Dolls" (in apertura) e "Salvation" (in fase pre-finale) della scaletta ne sono esempi lampanti, ai quali è possibile aggiungere la sezione centrale di "After The Noise", per lo sviluppo in chiave solistica dei due chitarristi Wouter Langhendries e Jonas Bergmans.

La compagine belga, pur non utilizzando la velocità dirompente e i riff affilati a mo' di rasoio in qualità di armi principali, non ha comunque messo da parte la cattiveria e quel pizzico d'impetuosità che servono a far tenere la guardia a chi ascolta. I brani si animano improvvisamente, con "The Madman's Lullaby" e "Path To The Gallows" capaci di mettere in mostra i denti aguzzi e pronti a far male, mentre "Trapped" e "Lord Of Lunacy" fanno intravedere la presenza, seppur minima rispetto a quella esposta nei lavori di molti loro colleghi, di sonorità "crossover".

"The Madman's Lullaby" — nonostante possieda qualche episodio meno convincente, ma non così tanto da poterlo definire un riempitivo — si difende bene e a quanto sembra i Warckon stanno già lavorando a pieno ritmo per dare alle stampe il suo successore. Non dovremmo quindi attendere più di tanto per avere la riprova che questi musicisti possono dire la loro all'interno di un panorama che considerare saturo è un eufemismo.

Insomma provate a condividere un po' del vostro tempo con i belgi e poi traete le vostre conclusioni, dal canto mio posso assicurarvi che se amate il thrash un album simile non potrà di certo dispiacervi.

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