WARSEID – Where Fate Lies Unbound

WARSEID – Where Fate Lies Unbound

 
Gruppo: Warseid
Titolo:  Where Fate Lies Unbound
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Sito ufficiale
 
TRACKLIST

  1. Shackles Through Sand
  2. Frost Upon The Embers
  3. The Vengeance Pact
  4. Farewell
DURATA: 30:22
 

Arriva direttamente dal Wisconsin l'ennesima band folk-black metal comparsa sulla scena nell'ultimo quinquennio. Con un paio di demo e un altro EP alle spalle, i Warseid cercano nuova visibilità con l'EP in questione, "Where Fate Lies Unbound", un "tetratraccia" risalente alla fine dello scorso anno: disco di scarsa qualità, che lascia emergere pochi momenti di luce in contrapposizione al più totale vuoto cosmico, a un buco nero musicale di discrete dimensioni. Ma andiamo con ordine.

"Shackles Through Sand" accoglie l'ascoltatore con un arpeggio melodico ben costruito, dall'umore peraltro particolare, quasi da flamenco, accompagnato da una sezione ritmica tribale. Pare di avere di fronte una cosa totalmente diversa dalle attese, tuttavia basta poi poco per notare che le misure musicali del disco sono esattamente e banalmente ciò che si pensava. Si arriva in un attimo ai primi elementi negativi: l'attacco delle chitarre è inesistente, il suono non riesce a espandersi in nessuna direzione, non è incisivo. La sterilità sonora, pur senza perdere di vista la natura autoprodotta dell'opera in questione, è davvero una enorme pecca fra le tante di "Where Fate Lies Unbound". Il buon passaggio centrale che alterna un momento dal gusto medio-orientale, con gli organi a farla da padrone, a una sfuriata black metal che sarebbe stata assolutamente godibile se registrata in maniera appropriata è accerchiato da cali di tensione preoccupanti, mentre il finale pare non arrivare mai.

Usciti con qualche fatica dalle lungaggini del brano precedente, ci si avventura nelle reminiscenze epiche di "Frost Upon The Embers", probabilmente il pezzo migliore del lotto. Il brano si prende il suo tempo per ingranare, ma nella seconda metà, dopo il solito (inutile) interludio acustico, riesce per un secondo a trascinare l'astante in una cavalcata power piacevole: magari l'impressione non sarà quella di immaginarsi eroici cavalieri d'altri tempi impegnati in nobili gesta, quanto piuttosto scudieri in riposo che si godono una passeggiata lungo il fiume sul fedele ronzino, ma è pur sempre qualcosa. Arriva "The Vengeance Pact", traccia che vorrebbe essere perigliosa e belligerante, invece fallisce totalmente nel suo intento, risultando solo un innocuo interludio, un midtempo disperatamente assente di qualsivoglia spunto di interesse. Nota positiva: è la traccia più breve del disco.

Chiude "Farewell", brano in cui la noia è seconda solo alla lunghezza. La banalità dei tre minuti acustici iniziali è sconcertante e non è nulla se paragonata al non-sense che la segue. In un infinito e sconclusionato succedersi di reminiscenze musicali (che vanno dagli Emperor agli Enslaved, dai Finntroll al power metal ottantiano) i Warseid compongono uno dei pezzi più estenuanti che abbia mai ascoltato. Oltre undici minuti di "eventi" non correlati gli uni agli altri in cui chitarre acustiche, riffoni power, momenti di tentata epicità e passaggi pseudo-black si succedono con nonchalance senza avere alcun filo conduttore: un'accozzaglia infinita che, come se non bastasse, illude ripetutamente l'ascoltatore di essere giunta al suo termine, ripartendo poi ogni volta per altri lidi. Ascoltatore che arrivato a questo punto, in totale balia dell'avversario, starà probabilmente invocando la sua divinità preferita per una morte veloce, indolore e preferibilmente silenziosa.

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