WARTIME – Against Destiny | Aristocrazia Webzine

WARTIME – Against Destiny

 
Gruppo: Wartime
Titolo:  Against Destiny
Anno: 2010
Provenienza:  Bulgaria
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Bequest
  2. Preordained Game
  3. Atomic Bomb Dome
  4. Entrapment Of Time
  5. 7 Years
  6. Against Destiny
  7. Awakening (1000 Days In Coma)
  8. Awareness
  9. The Drifter
DURATA: 53:36
 

C'è chi in un anno arriva al debutto, c'è chi deve combattere con il tempo, vuoi per cambi in formazione, vuoi perché si attende sempre d'avere il materiale più adatto a rappresentare la propria personalità, capita quindi di ritrovarsi fra le mani un album maturo, ma che è solo il primo vero passo di una band in attività da oltre una decade.

Questo è ciò che mi è accaduto nel ricevere "Against Destiny", il disco ha avuto lunga gestazione, nascono nel 1997 i Wartime, il gruppo bulgara passa attraverso un ep, "Perfect World", e due demo, "Entrapment" e "Preordained Game", che regaleranno ben sei pezzi all'esordio discografico, una gavetta che permette loro di trovare i giusti equilibri per assemblare un lotto di tracce tecnicamente ben elaborato e che pur facendo un discreto uso delle melodie non abbia nulla a che spartire con il thrash sdolcinato che va tanto di moda.

La loro musica è prestante e orientata in direzione anni Novanta, non è difficile trovare riscontri che portino a galla nomi quali Death, Coroner, Mekong Delta, realtà che davano del tu allo strumento e che in alcuni casi non hanno riscosso il doveroso plauso pur avendo rilasciato lavori di altissimo livello, ovviamente parlo per le ultime due compagini, dato che i Death li conosce ormai chiunque, sfruttati all'inverosimile dopo la morte di Chuck, una macchina da soldi metallica che fa tristezza.

"Against Destiny" è un disco che formalmente ha poco da farsi perdonare, anzi vive di buoni momenti legati a strutture che permettono alla composizione di risultare fluida, sfruttare i numerosi cambi di tempo e un andamento progressivo che coinvolge in maniera palese canzoni come "Entrapment Of Time" e la successiva strumentale "7 Years" a cui si accoda la traccia eponima.

Le chitarre di Stumpy e Chewbacca inanellano riff su riff, non sempre sono perfette, capita di trovarne qualcuno che non sia adeguatamente collegato, ma macinano, armonizzano e si liberano in fase solistica con la voglia di chi ha fame arretrata e si sta gustando un meritato pranzo, facendo fuoriscire la passione in quel gesto così naturale e istintivo da renderlo ancor più importante.

Siano gli attimi più ampi mostrati in "Bequest", canzone nella quale lo stampo classico di certe venature quasi power non è solo parvenza, e non sarà l'unica a mostrare questa sfaccettatura, sia la scelta di portare a termine il lavoro infilando una tripletta, a cui vien dato sottotitolo "Beyond The Crucial Line Trilogy", comprensiva di "Awakening (1000 Days In Coma)", "Awareness" e "The Drifter" che parcheggia in parte il carattere prog puntando più su un robusto thrash d'annata, in entrambi i casi le soluzioni adottate non fanno gridare al miracolo, tuttavia svolgono il proprio compito in maniera alquanto dignitosa.

Buone le prove offerte dagli ospiti, Nikolay Kandev ci regala l'assolo inserito in "7 Years" e in "Awareness" appare la voce di Kiril Yandev, camei che aggiungono pepe, la presenza extra che rende però più significativo il suo operato è quella del tastierista Lavor Pachovski che in più di un'occasione incroceremo con i sintetizzatori  a tappeto pronti a fornire profondità aggiuntiva ai brani.

Per la produzione si sono affidati a un italiano, Alex Azzali degli "Alpha & Omega" studio di Como, non è priva di sbavature, ma per una prima prova si può anche lasciar correre, certo l'equalizzazione non è proprio delle migliori e le tracce in alcuni frangenti ne risentono.

I Wartime possiedono le capacità, hanno uno stile che non sprizza originalità, ma hanno le loro carte valide da mettere sul piatto e una crescita futura non è poi così lontana dal poter essere realizzata sia in termini di personalità che di cura del particolare. Il techno thrash di "Against Destiny" vale la pena goderselo, alzate il volume e canzone dopo canzone troverete la vostra preferita, dategli una possibilità di girare nel vostro stereo.