WASTED HEROES – Between Two Worlds

WASTED HEROES – Between Two Worlds

Informazioni
Gruppo: Wasted Heroes
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/wastedheroes
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Time Is Ripe
2. Keep It In Your Arms
3. Beetween The Worlds
4. Scream Into Eternity
5. Another Way
6. Forever Flying
7. When The Earth Calms Down
8. War
9. You Can Live Forever
10.Burn Like A Star
11.Regretting The End

DURATA: 47:26

Accostare il death melodico al metalcore non è una cosa che mi va molto a genio, ho profondo rispetto per quello stile che a mio parere personale ha avuto fine con la seconda ondata proveniente dall’area di Gothenburg.
Quello che dopo ha preso piede è una commistione di generi che vede al proprio interno di tutto e di più con la “colpa” di questo snaturamento che ricade in primis sull’avventata via commerciale intrapresa dai Dark Tranquillity ma poi più beceramente da gente come In Flames e i paladini del pop Soilwork che non rilasciano un disco degno dal 2002.
Detto questo, è normale che un’orda abbia approfittato di questa falla per creare una scia metal che si avvicinasse per apporto catchy e soluzioni a una visione più “popolare” ed ecco quindi che le realtà metalcore fanno la loro comparsa sfruttando anche dinamiche legate alla scena swedish.
Il panorama è ormai saturo e immettere release che possano dare linfa vitale nuova è cosa alquanto difficile ma è giusto almeno difendersi al meglio delle proprie possibilità, è questo che ho pensato quando per la prima volta ho messo su “Between The Worlds” dei Wasted Heroes, band russa che si approccia allo stile nella maniera più odierna e contaminata.
Inutile dire che dopo esser rimasto praticamente secco dalla mediocrità di una prova come “Dark Matter Dimensions” degli Scar Symmetry che erano una delle mie valide speranze all’interno di tale movimento sono pronto ad affrontare qualsiasi schifezza mi si possa parar contro, è forse stato il fatto di non aver pretese che mi ha portato a intavolare con il disco un rapporto di ascolto disimpegnato che ha dato come risultato un buon coinvolgimento.
La band possiede palesi influenze sia dalla scena core con break e tempi che si allentano e lasciano spazio alla vocalità prorompente a più riprese ma che dolciastra si fa strada a esempio in “Another Way” in pratica simil-ballad in più tratti, si trovano riff che ricordano il passato della formazione di Björn Gelotte e soci così come di Björn “Speed” Strid e company già nella iniziale “Keep It In Your Arms” e in “Beetween The Worlds” che si apre con una discreta esecuzione solistica.
I ragazzi dimostrano di possedere tecnica, cognizione nel coniugare le parti più serrate con quelle aperte dove la melodia di presa la fa da padrone ed è così che nascono episodi come “Scream Into Eternity” e “When The Earth Calms Down”.
Non manca davvero nulla al platter infatti ecco anche gli assalti scanditi da brani come la più severa “War” e una “You Can Live Forever” che continua in velocità ma si lascia ritrasportare dall’essenza catchy che contraddistingue molte delle canzoni dando di nuovo spazio alla voce pulita anche se la prestazione rimane fra le più “dure” del disco.
“Burn Like A Star” non fa che confermare quanto già precedentemente esposto dalla band, gli scambi di voce, la solistica e le dinamiche danno vita all’ennesima canzone collocata al posto giusto.
Ordinato, tecnicamente valido, “Beetween The Worlds” vanta un gran lavoro delle sue asce che pur creando un riffing dal sapore già noto non si può negare sia pertinente riferito a ciò che vuole rappresentare irrobustendolo inserendo al proprio interno assoli che fanno il loro dovere. Non ci si può lamentare neanche per quanto riguarda le basi che magari potevano muoversi su direzioni un po’ più accelerate e sfruttare qualche cambio di direzione in più ma che si rivelano adatte a sorreggere le chitarre e
la vocalità di un cantante che si trova a suo agio forse più con la vocalità pulita che con un growl che in certi passaggi andrebbe rivisto, una scelta netta sulla profondità o il grattare lo renderebbe più agile nel porsi prontamente sul pezzo.
Consiglio l’ascolto dei Wasted Heroes prettamente a chi ama il sound moderno, pulitino, chi segue le formazioni citate all’interno del testo o band quali Sonic Syndicate e Deadlock così come chi non disdegna le varianti metal-core li troveranno alquanto piacevoli.

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