WAXWOLF – As Black As A Diamond

Gruppo:Waxwolf
Titolo:As Black As A Diamond
Anno:2018
Provenienza:Italia
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Dream King
  2. As Black As A Diamond
  3. Clinamen
  4. Metempsicosi
  5. What Was Left Behind
  6. A Heart Of Wolf
DURATA:34:30

L’amore a primo ascolto esiste ed è quasi sempre un amore inaspettato, improvviso. Un amore che stupisce, ancora di più se capita per un disco difforme dai generi che si ascoltano solitamente. Ecco perché il demo di Waxwolf è stato un fulmine a ciel sereno: nel suo groove che non vuole restrizioni di genere, il progetto solista di Federico Di Cera è un’esplosione di genialità che mi ha rapito immediatamente. E il rifiuto verso qualsiasi etichetta è sicuramente più che giustificato: tra arpeggi derivanti dalla tradizione progressiva britannica, momenti di bossanova, fino a graffianti passaggi di natura più metallica (Prog? Death melodico? Inutile cercare di scervellarsi, c’è di tutto), As Black As A Diamond è una perla di varietà.

Ogni singolo brano brilla di luce propria e non mancano momenti di pura follia: “The Dream King”, con la sua melodia orecchiabile, finisce per esplodere in un giro di basso incontenibile e un paio di assoli dalla vintersorgiana memoria. “Metempsicosi” lascia grande spazio a momenti strumentali, prettamente di pianoforte, per poi concludersi tra una batteria martellante e sinfonie quasi arcturusiane. “What Was Left Behind” è puramente ipnotica e poi c’è lei, “Clinamen”, decisamente la mia preferita, che non si fa problemi a sventagliare tutte le idee folli di Di Cera in un brano solo, come summa completa e totale del suo genio compositivo, un’orgia musicale in un continuo crescendo di idee vorticose che arrivano a un climax corale (nettamente progressive metal) di bellezza per l’universo tutto. Tra queste, unico leitmotiv è sicuramente la presenza del clarinetto, perfettamente integrato nei vari momenti del disco, quasi come se fosse uno strumento necessario per esprimere il suo estro e, nulla da dire, il risultato è più che pregevole.

Vale la pena ricordarsi che il buon Federico si è fatto aiutare da una serie di collaboratori di progetti paralleli a cui partecipa, mentre pensare ad As Black As A Diamond come a un demo mi sembra quasi riduttivo. Certo, la qualità dell’audio non è delle migliori, ma se l’estro del chitarrista e cantante dei Folk Metal Jacket è questa, non vedo l’ora di riuscire a mettere le mani sulla prossima opera (già in cantiere) che dovrebbe chiamarsi Our Love. Davvero complimenti!

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