WAY TO END – Various Shades Of Black

 
Gruppo: Way To End
Titolo:  Various Shades Of Black
Anno: 2013
Provenienza:  Francia
Etichetta: Les Acteurs De L'Ombre Productions
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TRACKLIST

  1. Sous Les Rangs
  2. L'Apprenti
  3. Evolution Fictive
  4. Vain
  5. Aganippe
  6. La Figure Dansante De L'Incompréhension
  7. A Mon Ombre
  8. Au Fond D'un Verre De Poussière
  9. Ixtab
  10. La Ronde Des Muses Fânées
  11. Various Shades Of Black
DURATA: 50:42
 

I Way To End sono una della tante formazioni delle quali avevo sentito parlare bene, ma che non avevo ancora avuto occasione di ascoltare. A dirla proprio tutta fra un casino e l'altro, un po' per mancanza di tempo e di memoria, non ho ancora reperito il debutto "Desecrated Internal Journey" ed è quindi direttamente con il secondo "Various Shades Of Black" che ho avuto modo di entrare in contatto con la loro musica.

La formazione è rimasta quasi del tutto inalterata nel tempo, con un'unica variazione, parlo del cambio di bassista che ha visto Hzxllprkwx uscire e Vaerohn (mente dei Pensées Nocturnes, membro dei Valhôll ed ex dei Profundae Libidines) entrare a far parte della band. Lo scenario creato dalle undici composizioni è decadente, un misto fra follia, disincanto, rabbia e disperazione. Le emozioni si fondono e scompongono, si alternano e convivono, apparendo nitide e impositorie, ma capaci di dissolversi, lasciando campo libero a intrusioni inaspettate; in questo caso l'utilizzo di uno strumento straniante e alienante come il theremin è azzeccatissimo per garantire proprio a quei ritagli di spazio un fascino che pur essendo oscuro acquista una lucentezza spettrale spiazzante.

Il libretto riporta il nome di Hazard (chitarra, voce, theremin e programming) quale compositore unico dei testi e della musica. L'artista ha fatto un buonissimo lavoro, i pezzi infatti sono vari (per alcuni dettagli nomi quali Arcturus, Vulture Industries e Borknagar potrebbero anche venirvi in mente), conditi da aperture acustiche e intrusioni jazz non così velate e dall'atmosfera molto suadente. A mio avviso inoltre hanno risentito positivamente della presenza di Vaerohn, seppur non in maniera invasiva né lesiva; ascoltando i brani se ne ha la netta impressione, sia quando il suono diviene più espressivo ed estremo che nei frangenti maggiormente virtuosi e cantilenanti .

In "Various Shades Of Black" è stupendo il modo in cui il cantato pulito partecipa all'evolversi delle canzoni, ad esempio i cori di "Mon Ombre" possiedono una fierezza degna dell'incanto degli Ulver. "Au Fond D'Un Verre De Poussière" dal canto suo talvolta emana un sentore epico, mentre "Evolution Fictive" e "La Figure Dansante De L'Incompréhension" hanno un'impostazione avvolgente intrigante. Insomma non ci sono riempitivi né vuoti, è tutto da gustare.

È doveroso poi dedicare un po' di attenzione anche alle ottime prestazioni fornite dal batterista Decay, bravo sia negli assalti sia a rendere dinamiche e cattive le ritmiche, e da Rust, l'altro chitarrista, che insieme a Vaerohn supporta con la voce l'operato di Hazard, la cui ugola non urla disperatamente, preferendo uno stile che sfrutta tonalità medie lamentose e trascinate.

I Way To End hanno dato vita a un album stimolante e che a ogni giro nello stereo lascia scoprire un pezzettino di sé in più, bisogna quindi avere la pazienza e la voglia di ascoltare e riascoltare, anche se sono sicuro che agli appassionati di tali sonorità già al primo passaggio nel lettore arriveranno all'orecchio valide motivazioni per l'approfondimento. Altro centro per Les Acteurs De l'Ombre Productions? Direi di sì. Il portafoglio non ringrazia, le nostre collezioni sì.

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