WE ALL FALL – Miasmatic

 
Gruppo: We All Fall
Titolo: Miasmatic
Anno: 2014
Provenienza: Spagna
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. No Name
  2. Urge
  3. Lies You Sell
  4. The Shepherd
  5. Mother Night
  6. Riding The Snake
  7. Inflexequence
  8. Descent
  9. Into The Grey
  10. Miasmatic
DURATA: 41:21
 

I We All Fall sono una band in fase di trasformazione che avevo già incrociato nel 2011 con l'album "Paradise Paradox", thrash metal non del tutto puro ma che comunque portava in dote parecchi degli insegnamenti forniti da Metallica, Testament e Overkill del periodo d'oro, tanto che le spruzzate di alternative e metalcore erano elementi di puro contorno. I quattro anni trascorsi per dare vita al nuovo capitolo intitolato "Miasmatic" sembra abbiano rimescolato le carte in tavola, infatti oggi la formazione ha puntato su un miscuglio di sonorità, nel quale è ancora presente una consistente componente thrash, tuttavia l'approccio è in genere più moderno.

L'impatto groove — e a tratti progressivo — rimanda a realtà quali Lamb Of God e Mastodon, mentre in certi frangenti pare proprio non disdegnare alcune caratteristiche estratte dal Nu Metal di gente come i Mudvayne né melodie e soluzioni che addolciscono l'incedere. Tali connotati sono percettibili a più riprese internamente alle canzoni, risaltando maggiormente in episodi come "Urge" (dotato di un interessante ingresso pulito della voce quasi in stile Fear Factory nel ritornello) e "Into The Grey". I brani in scaletta possiedono un buon piglio, alternano spesso e volentieri momenti concitati ad altri in cui il suono si schiarisce e ammorbidisce, senza per questo concedersi aperture popolari, e spingono sia ritmicamente ("Urge", "Mother Night", "Riding The Snake") che a livello di atmosfera ("The Shepherd" e "Inflexequence").

I quaranta minuti di musica evidenzano l'ottimo lavoro svolto dall'asse ritmico formato da Natxo E. Rodríguez al basso e Rodrigo De Lucas dietro le pelli, con il primo capace di ritagliarsi con frequenza spazi che lo pongono in piena vista, mentre l'esibizione dei due chitarristi Iván Cheka e Félix Rincón è piacevole sia in chiave di riffato che solistica. Per quanto riguarda la performance vocale invece, Víctor Prieto è tuttora particolarmente legato a un'espressione heitfieldiana, ma in questo caso è in parte riconducibile anche a Chad "Kud" Gray e ben si adatta sia alle fasi più ruvide che a quelle più morbide; insieme a Mónica Luz Álvarez (ospite in "Mother Night" e "Inflexequence") va a completare un quadro dai risvolti decisamente positivi.

Per concludere, "Miasmatic" è un bel disco che probabilmente corre il pericolo di perdere parte degli ascoltatori ancorati alle sonorità classiche, data la direzione intrapresa. Questa volontà degli Iberici di offrirsi volutamente in pasto a un pubblico più ampio non ha tuttavia compromesso il fattore qualità: l'album è figlio dell'attuale corso musicale, ma si è tenuto ben distante dall'assorbirne i caratteri schifosamente commerciali. In definitiva: se siete alla ricerca di un lavoro che sia in grado di unire aggressività e melodia, quantomeno provate a dargli una chance.

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