Weald And Woe - For The Good Of The Realm | Aristocrazia Webzine

WEALD AND WOE – For the Good of the Realm

Gruppo: Weald And Woe
Titolo: For The Good Of The Realm
Anno: 2023
Provenienza: Stati Uniti
Etichetta: Fiadh Productions
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TRACKLIST

  1. Bless The Stone
  2. Fire, Steel, And Flesh
  3. For Death And Glory
  4. My Heart To Fear
  5. Like A Scythe Through Wheat
  6. Trees Of Silver And Gold
  7. Lord Mayo
  8. Rite Of Thorns
DURATA: 37:02

Nati come one-man band, I Weald And Woe si ripropongono a tre anni di distanza dal debutto The Fate Of Kings And Men in formazione piena: il mastermind Jeff Young dismette il nickname “Artos”, si limita a chitarra e voce e si circonda di una schiera di sodali tutti provenienti da Boise, Idaho. Un cambio radicale che trasforma il progetto consentendo future attività live.

La proposta musicale resta ancorata ai dettami originali: For The Good Of The Land è un breve ma completo esempio di due anime: il black metal melodico e le suggestioni folk medievali. Mischiando sapientemente i due elementi i quattro estraggono otto brani gradevoli e suggestivi. Le melodie guidano costantemente l’andamento del disco tenendo in secondo piano gli aspetti più aggressivi, mentre inserti di chitarra pulita e tastiere conferiscono il sapore folk.

Un aspetto che colpisce ascoltando For The Good Of The Land è la passione per il sound old school: in un’epoca in cui qualsiasi musicista può permettersi suoni patinati e rifiniti, i Weald And Woe suonano grezzi e primordiali. Pochissime sovraincisioni, i suoni di chitarra e basso che ti aspetti di sentire in sala prove, nessun raddoppio di voce (se non quelli forniti dal secondo chitarrista, che fornisce il growl) e una generica attitudine al suonare come negli anni ’90. L’album scorre piacevolmente tra blast beat e passaggi melodici che attingono al vecchio epic metal statunitense. Non mancano momenti come “Trees Of Silver And Gold” dediti all’headbanging, che più heavy-power non si può.

Se le radici metal classico sono chiaramente americane, le fronde dell’albero di Young si estendono verso il moderno black melodico francese, e fan di gente della risma di Darkenhöld e Véhémence troveranno pane per i loro denti in questo disco. Le liriche epiche e cavalleresche contribuiscono a portarci oltralpe — ma dentro una chanson de geste. Traspare attraverso la patina storica una costante opposizione a qualsiasi tirannia che ben si associa al roster ricco di RABM di Fiadh Productions.

For The Good Of The Land è un lavoro onesto e valido, che potrebbe deludere chi cerca nel black melodico la precisione e la pulizia degli Ensiferum ma farà la gioia di chi, sotto sotto, a volte torna ad ascoltare qualche residuato dei Warlord auspicandone una versione più violenta. Visto il passaggio da progetto a band vera e propria è da aspettarsi una futura attività live anche dalle nostre parti, per ora i quattro si limitano agli USA. Un nome da segnare sotto molti punti di vista per sviluppi futuri.