W.E.B. - Colosseum | Aristocrazia Webzine

W.E.B. – Colosseum

Gruppo: W.E.B.
Titolo: Colosseum
Anno: 2021
Provenienza: Grecia
Etichetta: Metal Blade Records
Contatti: Sito web  Facebook  Twitter  Youtube  Bandcamp  Instagram  Spotify  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Dark Web
  2. Murder Of Crows
  3. Pentalpha
  4. Colosseum
  5. Dominus Maleficarum
  6. Necrology
  7. Ensanguined
  8. Exaudi Lucifer
  9. December 13th
DURATA: 38:36

Incrociai per la prima volta i W.E.B. (Where Everything Begun) un paio di anni fa, nel corso di una serata meneghina che vedeva la presenza di Selvans e Melechesh. Pur non sapendo nulla di questa band ellenica, devo ammettere che, ai tempi, mi colpirono la teatralità e la capacità di suonare piacevolmente sinfonica, senza risultare stucchevole. Facendo un balzo alla data odierna, mi ritrovo a parlare di Sakis Prekas e soci ascoltando la loro ultima fatica discografica Colosseum, che sancisce l’ingresso del gruppo all’interno del roster di un colosso come la Metal Blade Records. Il disco rappresenta il quinto full length di questo progetto decisamente longevo: infatti la band ha visto la luce nel 2002 e ha vissuto diversi cambi di line-up, fino a giungere alla formazione attuale che vede accanto a Sakis: la bassista e cantante Hel Pyre (responsabile di alcune tra le linee vocali più riuscite), il chitarrista Sextus Maximus e il batterista Nikitas Mandolas.

Sin dall’intro dominata dalle tastiere di “Dark Web”, i W.E.B. scaraventano addosso all’ascoltatore il loro sound maestoso improntato al black-death sinfonico della migliore tradizione greca, dove non mancano cori solenni, archi evocativi e quella meravigliosa oscurità luciferina che accolgo sempre con un certo gaudio e che, in questa sede, permea brani come “Murder Of Crows”, “Pentalpha” e “Dominus Maleficarum”. Proseguendo nella scaletta, emergono poi le piacevoli variazioni nascoste all’interno dei brani, dove i W.E.B. spaziano dalle sonorità prettamente industrial alle melodie mediorientali; queste ultime appaiono soprattutto all’interno di “Ensanguined”.

Anche dal punto di vista tematico, i Nostri toccano una rosa di argomenti che non si limita a Satana e dintorni, ma sembra espandersi al panorama storico: oltre al Colosseo che dà il titolo all’album, infatti, troviamo citato il 13 dicembre, data in cui si sono svolti diversi eventi storici di rilievo, fra cui si ricorda, tristemente, il massacro di Nanchino durante la Guerra Sino-Giapponese.

A mio avviso, Colosseum non fa altro che reiterare l’impressione avuta dei W.E.B. in quella fredda sera di febbraio: una band oscura e perfida che propone un genere tutt’altro che innovativo con mordente e convinzione, riuscendo così a scongiurare il pericolo di suonare anacronistica. In breve, un ascolto pressoché obbligato per chi si ciba di Septicflesh e affini, oppure semplicemente è alla ricerca di una colonna sonora mentre tenta di conquistare il globo a colpi di gladio.