WEEDPECKER – Weedpecker

 
Gruppo: Weedpecker
Titolo: Weedpecker
Anno: 2013
Provenienza: Polonia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Facebook  Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Berenjena Pipe
  2. Mindbreath
  3. Don't Trust Your Elephant
  4. Kraken
  5. Sativa Landscapes
  6. Weedfields [con Cheesy Dude]
DURATA: 39:32
 

L'underground stoner e le sue gemme nascoste: quanta bella roba sta girando in questo periodo? Noi, cari lettori, non avremmo potuto farci scappare l'incontro con i polacchi Weedpecker. La formazione di Varsavia si potrebbe definire una vera e propria rivelazione, poiché — pur essendo sorta sorta solo nel 2011 — ha pubblicato un demo di tre pezzi nel 2012 per poi debuttare splendidamente nel 2013 con l'album eponimo del quale sto per scrivere.

"Weedpecker" è un lavoro da sturbo, un vero e proprio trippone psichedelico-spaziale che si avvale di componenti sia metalliche che rock. Il disco strizza infatti l'occhio agli anni Settanta e non disdegna influssi di stampo grunge, centrifugati all'interno di una miscela stoner drogaticcia, che punta a far sparire qualsiasi ostacolo le si pari contro; e dato il nome scelto i ragazzi non avrebbero potuto fare diversamente. Le vibrazioni emesse sono di portata considerevole e fanno sì che la mente si scolli dal corpo, pronte a cullarla e sollazzarla con un andamento ondeggiante, al fine di creare un interminabile momento di assoluto relax, grazie a un percorso sensoriale nel quale le lunghe fasi strumentali e il cantato sono fortemente inclini ad aumentare il tasso atmosferico (che in alcuni tratti diviene a dir poco epico).

È complicato scegliere quale dei sei episodi sia il migliore del lotto, in quanto una volta assorbiti dall'umore stoner del quale sono impregnati diviene naturale accoglierne integralmente il corso, pensando unicamente a buttarsi dietro le spalle ciò che c'è di superfluo. L'effetto trip perpetuo insito nel disco pare voglia insistentemente affermare che a questi quattro musicisti mitteleuropei (Wyro e Bandos entrambi alla chitarra e alla voce, Jeso al basso e Falon alla batteria) non manchino le qualità per insinuarsi nelle vene di coloro che s'intossicano a suon di stoner dopato. Personalmente ho ormai divorato "Weedpecker" e in questo istante, nell'attesa di premere per l'ennesima volta il tasto play e riprendere la traversata della Stonesphere in loro compagnia, mi fermo a consigliarvene l'acquisto. Uno… due… tre… si riparte!

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