WELTBRAND – Control Division

WELTBRAND – Control Division

 
Gruppo: Weltbrand
Titolo:  Control Division
Anno: 2010
Provenienza:  Olanda
Etichetta: World Terror Committee
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TRACKLIST

  1. Interbellum
  2. The Return Of Fear
  3. Control
  4. Day Of Wrath (Contra Mundum)
  5. Commando G Machina
  6. Death Of The West
  7. The Great Purge
  8. Ignite (Burn The Earth)
  9. Casus Belli
DURATA: 44:31
 

Gli olandesi Weltbrand nel 2010 arrivano a inserire nella loro discografia il terzo tassello, quello che viene spesso indicato come la prova della conferma ufficiale della bontà compositiva in seno alla band o della maturazione definitiva. Ciò che "Control Division" ci consegna è di sicuro un album maturo, ma che al tempo stesso conserva la peculiarità istintiva e battagliera del gruppo orange.

I quaranta minuti mettono in campo una quasi perenne voglia di aggredire e sfracellare l'ascoltatore incanalandolo all'interno di furiose scorribande non lontane dal ricordare l'approccio degli Impaled Nazarene, dei War svedesi, dei Marduk evocativi, con una marzialità dai tratti Iperyt in alcune delle scelte applicate. Non è altresì negabile il fatto che si possa riscontrare un'atmosfera che in brevissimi attimi sembrerebbe far pensare addirittura ai Diabolicum, sì, l'aria industriale c'è, è però rarefatta.

La scattante "The Return Of Fear", una legnata senza mezzi termini, trova contraltare nel groove che fluisce in più di un frangente lento e rituale in "Day Of Wrath (Contra Mundum)" dalle venature death metal più marce e maligne; la bastardaggine immessa in canzoni quali "Death Of The West", "The Great Purge" e "Casus Belli", pur alimentando le fiamme della trincea venutasi a formare e demolendo ciò che le si para contro senza batter ciglio al primo ascolto, subisce a lungo andare un calo d'intensità, quasi una battuta d'arresto, tale fattore è dovuto a un ricircolo di soluzioni che per come sono impostate finiscono per implodere più che esplodere.

A meno che non siate ossessivi fruitori di proposte di tale tipo, si potrebbe infatti venire a creare una sorta di bolla che tende a monotonizzare il progredire del disco introducendo una sensazione di noia, probabilmente qualche cambio di tempo inaspettato e uno sviluppo delle dinamiche di batteria più esuberante in genere avrebbe impedito questo appiattimento che l'uso dei sintetizzatori in uno dei pezzi già citati, "Death Of The "West", riesce solo a lenire in minima parte.

Un disco come "Control Division" non accetta mezze misure, lo si prende per ciò che è o difficilmente lo farete uscire dallo scaffale col pensiero d'accompagnarvi con il suono marchiato Weltbrand. Se è rappresaglia sonora ciò che cercate, se non vi servono scappatoie o chissà quale particolare variante per apprezzare un disco di black spudorato nella sua semplicità, allora in entrambi i casi chiamati in causa il vostro orecchio farebbe bene a dare spazio a "Control Diviosion". Nei restanti invece le possibilità che faccia capolino nello stereo con una certa continuità scarseggiano anche se si sa: provare non costa nulla.

 

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