WEST WALL – Conquest Or Death

 
Gruppo: West Wall
Titolo:  Conquest Or Death
Anno: 2009
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Slavedriver
  2. Shield Wall
  3. Conquest Or Death
  4. 1683
  5. Slay Them In My Presence
  6. Tunnel Rat
  7. Fire In The Hole
  8. Furore Teutonicus
DURATA: 34:14
 

I West Wall giungono alla seconda uscita dopo un “Blitzkrieg Symphony #1″ di tutto rispetto, il suono della band è maturato, divenuto più robusto e ancor più di matrice europea.

A dispetto della loro provenienza, sono statunitensi, vi troverete fra le mani un buon lavoro, ma che ha molto nell’animo e nell’influenze di Bolt Thrower e Asphyx. Un disco ben elaborato che possiede piglio battagliero e che nel riffing mette in evidenza i gruppi da cui trae nutrimento, si notano infatti i passaggi nei quali la vena compositiva di album come "Mercenary" hanno impresso segno evidente o di come le parti più veloci spingano con una cattiveria acida ricollegabile inevitabilmente a Van Drunen e soci.

La scaletta prende il via in sordina con l'intro "Slavedriver", ma già con la successiva "Shield Wall", un vero e proprio assalto da trincea, le cose vengono messe in chiaro, la pressione in costante aumento, la velocità in crescita all'interno di tracce come “Conquest Or Death”, nella cavalcata "Slay Them In My Presence", raggiungendo gli apici per entrambe le caratteristiche in creature quali "Tunnel Rat", "Fire In The Hole" e "Furore Teutonicus".

L'album non molla la presa per un attimo e anche nei suoi momenti più rilassati riesce comunque a tenere vivo l'interesse d’ascolto. I West wall dimostrano di avere una buona personalità anche se la carenza di assoli rende il loro death un po’ statico e monolitico, non che ciò sia per forza un male, tuttavia qualche apertura in quella direzione avrebbe giovato, un dettaglio da tenere in considerazione per il futuro.

Da notare le costruzioni dei brani sempre scorrevoli e ricchi di scelte evocanti déjà vu piacevoli per gli amanti del genere. La prova dietro al microfono è convincente e grintosa, mentre l'unica pecca risiede nel lavoro svolto dalla batteria non privo di dinamismo,  ma che avrebbe potuto sfruttare con più insistenza i cimbali dando a quella sensazione di scontro presente nel disco un'intensità ancor più solida.  

I West Wall sono una band da seguire e metter su "Conquest Or Death" è di buonissima compagnia, non rimane quindi che ascoltarlo più volte, metabolizzarlo e attendere un terzo album che confermi ulteriormente la bontà del loro operare.

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