WHISPERS FROM AVERNUS – Infernal Whispers From A Distant Land

WHISPERS FROM AVERNUS – Infernal Whispers From A Distant Land

 
Gruppo: Whispers From Avernus
Titolo:  Infernal Whispers From A Distant Land
Anno: 2010
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: Reverbnation
 
TRACKLIST

  1. Sad Wife Of The Horned God
  2. Horrible Eye Of Metis
  3. Beyond The River Of Laments
DURATA: 14:53
 

Nell'ottobre dell'anno appena trascorso ha inizio l'avventura di Whispers From Avernus, one-man band siciliana dietro cui si nasconde la figura di Fabio "War" Lipera. Il materiale che ho ricevuto al fine di stendere questo testo è composto da un demo di tre tracce, che sono probabilmente un antipasto di ciò che andrà a formare il full-lenght di debutto. Stando a quanto viene comunicato, il primo album vedrà la luce nell'estate di quest'anno.

Quelli di questo "Infernal Whispers From A Distant Land" sono pezzi fondamentalmente Death in cui si innestano componenti di estrazione epica e alcuni rallentamenti Doom (in queste due ultime parti sicuramente è l'influenza degli svedesi Candlemass a essere più evidente). Ciò che salta subito all'orecchio ascoltando il materiale è quanto la formula si ripeta costantemente, le variazioni dei canovacci delle canzoni sono purtroppo molto rare e questo pesa parecchio sull'economia di un demo dal così ridotto minutaggio. Soluzioni come il valido intermezzo tastieristico, di chiara matrice epica, posto a metà di "Beyond The River Of Laments" sono sicuramente d'effetto, ma andrebbero sviluppate ulteriormente per offrire maggiore dinamicità e varietà alle composizioni. Al contrario invece viene evidenziata una certa monotematicità generale, generata dalla ripetuta ciclicità del riffing, dei pattern batteristici e delle linee vocali che, seppur ben eseguite, tendono a ripiegarsi una sull'altra risultando a volte totalmente fini a sè stesse, oltre che inconcludenti. Degne di nota sono invece le parti soliste, anche se occorrerebbe rivederne un po' l'inserimento (non sempre ottimale) all'interno delle strutture.

Tirando le somme, il consiglio che mi sento di dare al mastermind della band è quello di provare a variare un po' il songwriting, magari incrementando l'utilizzo di soluzioni che si discostino dallo schema presentato fin qui. L'energia c'è e le idee sicuramente non mancano; ciò che occorre è riuscire a rielaborarle in maniera meno statica. Staremo a vedere se con il full in uscita si riusciranno a colmare i punti lacunosi della proposta. Nel frattempo un ascolto concedetevelo, chissà che un interesse crescente stuzzichi la creatività di questo progetto.

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