WHISPERS OF FATE – Embrace My Winter

WHISPERS OF FATE – Embrace My Winter

 
Gruppo: Whispers Of Fate
Titolo: Embrace My Winter
Anno: 2010
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Sito web  Facebook  Bandcamp  Reverbnation  Myspace

 
TRACKLIST

  1. Forgotten Prayer
  2. Pain Of Earth
  3. Dance Of The Clouds
  4. Wasted World
  5. Sphere
  6. Preludio D'Inverno
  7. Frozen Heart
DURATA: 31:54
 

Whispers Of Fate è il nome di una nuova band italiana proveniente da Treviso, nata dal connubio formato da Betty (cantante) e Kaos (chitarrista), a cui si sono uniti Venom (tastierista) e Alexander (batterista). Quanto offrono nella mezz'ora di "Embrace My Winter", album d'esordio autoprodotto, è un metal sinfonico dai tratti gothic e dall'approccio romantico e vagamente naturalistico, che porta alla mente fra gli altri i Within Temptation.

I pezzi si muovono mai eccessivamente veloci, le andature anzi sono contenute (tanto che talvolta la batteria pare costretta a fermare la propria foga) e la chitarra suona corposa come è tipico dello stile ma sovrastata dalle tastiere. Ad ogni modo siamo lontani dalla magniloquenza di certi Nightwish, qui di power non c'è praticamente nulla. Gli stessi titoli delle canzoni sono esplicativi di un'intimità dei brani ricreata ora dai grevi archi posti in apertura di "Wasted World", ora dall'uso di una malinconica chitarra acustica. Fondamentale in questa opera è la voce di Betty, piacevole da ascoltare e che cerca di donare profondità alla propria prova, inserendo qua e là qualche passaggio lirico (nella breve "Preludio D'Inverno" sperimenta anche l'uso dell'italiano). Il pezzo che mi ha colpito di più è sicuramente "Pain Of Earth", dotato di una struttura dinamica, mette in mostra le buone qualità dei Nostri, fra cui un assolo di chitarra.

Fra gli aspetti da rifinire pare ovvio citare la produzione, i suoni dato il genere andrebbero sgrezzati leggermente, ma è chiaro che questa pecca è dovuta al lavoro «fai-da-te». Le tastiere invece sono il pezzo forte e seppure non originali caratterizzano i brani in maniera adeguata. Infine mi sarebbe piaciuto ascoltare — e qui parlo da non esperto — un po' più di brio a livello di ritmiche: l'impostazione generale è ovviamente di un certo tipo, però qualche altra accelerazione non sarebbe stata male.

Detto quindi di un primo album più che discreto, il bello per i Whispers Of Fate viene proprio ora: aumentare spessore e personalità della proposta, con l'aiuto magari di una etichetta. La materia prima c'è, equamente distribuita nei quattro ragazzi. In bocca al lupo!

Facebook Comments