WIGHT – Through The Shadows Into The Deep Water

WIGHT – Through The Shadows Into The Deep Water

 
Gruppo: Wight
Titolo:  Through The Shadows Into The Deep Water
Anno: 2012
Provenienza:  Germania
Etichetta: Fat & Holy Records
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TRACKLIST

  1. Kiss Your Friends Goodbye
  2. I Spit On Your Grave
  3. Southern Comfort & Nothern Lights
  4. Halfway To Infinity
  5. Master Of Nuggets
  6. You!
  7. Big Dose
  8. On a Friday
  9. Through The Woods Into Deep Water
DURATA: 58:26
 

Il trio teutonico dei Wight ha da poco pubblicato il secondo album "Through The Woods Into Deep Water". Renè Hofmann (voce e chitarra), Peter-Philipp Schierhorn (basso e sassofono) e Michael Kluck (batteria) si ripetono dopo aver concluso il 2011 con l'uscita dello split in compagnia degli statunitensi Stone Axe. Hanno rimesso i motori in azione e ci sbattono contro un platter di sessanta minuti che riparte, incrementa e affina la proposta che avevamo avuto modo di apprezzare nel gradito debutto "Wight Weedy Wight".

Le basi musicali e le influenze dei tedeschi non sono mutate, è la prestazione strumentale e quella vocale ad essere salite notevolmente di livello mentre la coesione fra il mondo anni Settanta, lo stoner-rock puro e la psichedelia dilagante ha raggiunto una concentrazione e in certi casi una saturazione inebriante dalle connotazioni fumose e assuefacenti fornendo quel quid che li ha condotti dallo stato di buona band a quello di realtà da acquisto immediato.

L'album è un viaggio intenso, rituale, sensoriale e potreste aggiungere non so quanti aggettivi una volta incrociate singolarmente le canzoni che ne compongono il tragitto. L'opener "Kiss Your Friends Goodbye" si espande ed espande liturgicamente innestando una forte emotività da culto in corso, "I Spit On Your Grave" coniuga con classe la prestanza dell'heavy primordiale (Black Sabbath docet) e la psichedelia acida, il cantato di Renè stavolta anche nei momenti più spinti lascia il segno e che dire di "Southern Comfort & Northern Lights"? Il brano si estende per undici minuti minando la stabilità dell'ascoltatore coinvolto in un'aura tribale che matura e si evolve in una composizione che diramandosi fra progressione e allucinazione pura immette nel sound un pizzico di fiato in più con lo spuntare non poi tanto imprevisto del sax di Peter, che spettacolo ragazzi!

Ok, so già che qualcuno potrebbe dirmi: Oh, lo sai che questo tipo di cose si son già sentite mille volte?; io non potrei che rispondere: hai ragione, ti fa male ascoltarne mille e una?. La differenza sta sempre e comunque nel feeling, in quel mood e turbinio di sensazioni che la band riesce a ricreare conquistandoti.

La breve strumentale "Halfway To Infinity" illumina il percorso assecondando la scia doom dei capitoli precedenti e sommandovi un'affascinante affinità folk che rafforza il potere raffigurativo già esposto in forma cristallina dal titolo dell'album. Il suono si ripulisce, le chitarre divengono languide e melancoliche, non c'è da preoccuparsi, è solo una sosta in mezzo alla natura, il senso di spirituale che diffonde è impetuoso ma verrà praticamente spazzato via dalla carica della successiva "Master Of Nuggets", canzone dirompente e adornata con costanza da effetti — quant'è bello ascoltare il wah wah a manetta! — dotata di una vena hard-rock bluesy possente che riprende in mano le sorti della situazione shakerando a dovere l'aria grazie anche a un'atmosfera da jam-session che di passo in passo diviene dilagante.

Arrivati a questo punto potremmo dire che le armi in dotazione ai Wight sono state sfoderate e che quindi ciò che segue è univocamente il corso evolutivo adeguato a portare a conclusione "Through The Woods Into Deep Water". "You" e "On Friday" partendo da solidissime basi settantiane si differenziano per l'approccio ruvido e arcigno della prima rispetto a quello più oscuro e torbido della seconda, "Big Dose", il secondo episodio di stampo strumentale posto a servizio della scaletta, è striminzito e mette in rilievo in più di una circostanza la parte chitarristica, mentre la traccia eponima infine per cadenza e peso si esibisce in forma mattone fornendo l'ultimo voluto affondo, sporcando e chiudendo con il botto un lavoro con i controfiocchi.

Se sulla musica mi sono espresso in maniera entusiasta, non posso esimermi da fare altrettanto riguardo all'operato dietro il mixer e al mastering affidati rispettivamente a Jorge Medina e Tony Reed degli Stone Axe e per l'artwork curato da Arik Roper (già noto per le sue collaborazioni con gruppi del calibro di High On Fire, Sleep, Priestess e Weedeater) che ognuno nel proprio ambito fa sì che "Through The Woods Into Deep Water" emerga sopraelevandosi dalla massa con decisione.

Maturo, completo e devoto a tutto ciò che amiamo, il disco degli Wight è da comprare, ascoltare e consumare, per coloro che si ritengono appassionati di questo universo sonoro fatto di continue gallerie dimensionali che si aprono fra galassie heavy/psych, stoner, doom e chi più ne ha ne metta è imperdibile.

 

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