WIJLEN WIJ – Coronachs Of The Ω

 
Gruppo: Wijlen Wij
Titolo: Coronachs Of The Ω
Anno: 2014
Provenienza: Belgio
Etichetta: Solitude Productions
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TRACKLIST

  1. …Boreas
  2. Die Verwandlung
  3. Laying Waste To The City Of Jerusalem
  4. A Solemn Ode To Ruin…
  5. From The Periphery
DURATA: 01:01:44
 

Sono passati la bellezza di sette anni da quando i Wijlen Wij mi affascinarono con il debutto eponimo e, durante questo lungo lasso di tempo, ho atteso impazientemente il momento di ritrovarmi tra le mani un nuovo disco del terzetto belga. Con la benedizione dell'onnipresente e attivissima Solitude Productions, il successore del fortunato esordio è finalmente uscito e ora posso dunque parlarvi di questo "Coronachs Of The Ω".

Il genere di riferimento è sempre un Funeral Doom assai affine allo stile di gente come Pantheist e Skepticism, ma è da subito individuabile un tentativo di intraprendere un percorso un po' meno soffocante: infatti, in aggiunta ai classici riffoni lunghi e mastodontici, i Nostri hanno usufruito di una deriva dai toni vagamente Rock e di estrazione quasi sessantiana. Il risultato potrebbe essere potenzialmente molto interessante, poiché inquadra la proposta all'interno di uno spettro emozionale ambiguo, una bolla musicale che miscela luce e oscurità, partorendo soffuse atmosfere grigiastre; purtroppo però il tutto è elaborato in un modo che risulta spesso slegato, poco compatto, e non è affatto raro che l'ascoltatore perda il bandolo della matassa.

Intendiamoci, non sarebbe giusto affermare che questo disco sia brutto, ma è altrettanto vero che l'insieme pare non funzionare a dovere: le parti puramente Doom sono di squisita fattura, eppure vengono oltremodo allungate e diluite all'interno di soluzioni troppo differenti e molte volte incoerenti. L'impressione ricavata è che i Wijlen Wij abbiano fatto il passo un pochino più lungo della gamba, provando a ricercare un senso di solennità che non si concretizza quasi mai, cercando di risultare estrosi e forse più ispirati di quanto in realtà non fossero.

Va da sé che questa percepibile difficoltà nel legare le varie parti di cui i pezzi sono composti affossa pian piano l'album intero e ahimè, anche a fronte di un minutaggio francamente eccessivo, non tarda a subentrare una noia quasi fisiologica. Vi sono dei momenti innegabilmente ottimi (ad esempio, "Laying Waste To The City Of Jerusalem" è un episodio di superba caratura), tuttavia questi da soli non sono sufficienti a risollevare le sorti di un disco che credo sia un passo indietro piuttosto netto rispetto alla magnifica prova del debutto.

A conti fatti, "Coronachs Of The Ω" è un lavoro mediocre e non particolarmente ben riuscito, ma che al contempo lascia pensare che ci sia del buono nella direzione stilistica intrapresa, anche se ovviamente le idee andranno poi focalizzate e integrate meglio all'interno della struttura Funeral in cui il gruppo si muove. Dal canto mio, i Wijlen Wij sono rimandati al prossimo album, il quale credo (e spero) sarà un punto di svolta che ci permetterà di stabilire con discreta sicurezza quale sia il reale valore di questa formazione.

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