Wilczyca - DrakoNequissime

WILCZYCA – DrakoNequissime

Gruppo: Wilczyca
Titolo: DrakoNequissime
Anno: 2021
Provenienza: Poland
Etichetta: Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1. Nienawidzę Jezusa Chrystusa
  2. Sic Luceat Lux
  3. DrakoNequissime
  4. Jeszcze Zemści Się Ziemia
  5. Czarny Ołtarz
  6. Nema
DURATA: 28:18

DrakoNequissime è il terzo parto discografico di casa Wilczyca, misterioso duo polacco che abbiamo già incrociato nell’arco dell’ultimo anno in occasione dell’uscita del suo debutto omonimo e del successivo Horda. La collaborazione di Nidhogg e Louve con Godz Ov War prosegue, dunque, senza intoppi e senza freni, un po’ come il flusso di male che riversano nella loro musica.

Composto come rituale sonoro per le possessioni a opera di Belzebù (parole loro, sia chiaro), DrakoNequissime sancisce senza ombra di dubbio la passione per lo zolfo del duo di Varsavia. Nella prima pagina del libretto si legge: «It is the invocation of self-inspiration and self-empowerement. No one have natural authority over others. Follow the Left Hand Path. Rewarding weakness and apathy is a disgust». Insomma, pochi cazzi, il messaggio dei Wilczyca è chiaro, proprio come la loro musica.

Sei tracce per un totale di 28 minuti di black metal old school: zozzo, marcio e oltranzista, con le chitarre che più zanzarose non si può, lo scream caustico e la batteria secca e minimale, tanto nel sound come sul fronte degli arrangiamenti. DrakoNequissime non è un disco privo di stimoli melodici o di momenti evocativi, ma la prima intenzione del duo, stavolta assistito nelle registrazioni da Vør alle percussioni, è di fare della propria musica un veicolo di propaganda spirituale e — parrebbe anche, stando all’introduzione — condanna morale. I fasti della piromania novantiana (“Jeszcze Zemści Się Ziemia”), le dichiarazioni d’amore (“Nienawidzę Jezusa Chrystusa”, letteralmente Io odio Gesù Cristo) e le professioni di fede davanti l’altare (“DrakoNequissime”, “Czarny Ołtarz”) rendono indubbiamente la proposta dei Wilczyca imperdibile per gli appassionati degli eventi scandinavi di qualche decennio fa. A impreziosire questo piccolo gioiellino di nera polacchità, infine, contribuiscono la copertina — uscita da un incubo avuto dall’autore, Michał Polaczek, dopo il cenone di Natale del ’93 — e, più di ogni altra cosa, l’ospite Roman Kostrzewki (ex voce degli storici Kat) su “Jeszcze Zemści Się Ziemia”, probabilmente la vetta di questo disco.

Non importa, quindi, che nel 2021 la premiata ditta Wilczyca continui imperterrita a fingere che lo Y2K non sia ancora arrivato, né ci interessa capire come mai Louve faccia tanto l’oltranzista in questa sede quando poi produce brani che finiscono sulle radio di Cyberpunk 2077. Finché questi polacchi continuano a sfornare robaccia come quella contenuta in DrakoNequissime, a noi va più che bene.