Wilczyca - Horda

WILCZYCA – Horda

Gruppo:Wilczyca
Titolo:Horda
Anno:2020
Provenienza:Polonia
Etichetta:Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1. Wnyk
  2. Horda
  3. Echo
  4. Miecz Na Pomazańca
  5. Demon
  6. Sic Luceat Lux
  7. Śmierć Protestanckim Kurwom
  8. Spłoniesz
DURATA:37:56

I Wilczyca (lupa in polacco) — il cui nome è talmente complicato che il solo tentativo di pronunciarlo risulta un’impresa titanica per i non addetti alle lingue slave — prendono vita nel 2020 per mano di due sconosciuti originari di Varsavia: Louve e Nidhogg. Il duo si mette subito all’opera riuscendo a comporre e registrare, nel giro di sei mesi, ben due album, Wilczyca e Horda, entrambi prodotti dalla Godz Ov War, etichetta polacca che nel 2020 ha fatto il pieno con una trentina di titoli uno più marcio dell’altro.

I polacchi sono fautori di un black metal oltranzista, tradizionalista e senza fronzoli, che trae la sua ispirazione principale dalla seconda ondata, e in particolar modo dai Darkthrone di A Blaze In The Northern Sky e Transilvanian Hunger. I trentotto minuti che compongono Horda sono impregnati di un’atmosfera macabra ricreata grazie all’utilizzo di una vecchia ricetta ai più conosciuta: canzoni monoriff, qualità sonora degna di un citofono, blast beat ossessivi e una spruzzatina di thrash di qua e di là. L’incessante martellamento sonoro dei Wilczyca, ornato da testi rigorosamente in lingua madre, è interrotto soltanto dagli ultimi sei minuti della quinta traccia, “Demon”, in cui una tastiera minimale ripete ossessivamente una melodia semplice quanto inquietante. Si riparte poi in quarta con tre tracce, assenti nella versione iniziale ma presenti sul cd, tra cui spicca “Sic Luceat Lux”, in cui le influenze thrash escono allo scoperto grazie ai riff particolarmente catchy ma efficaci.

Horda è un album incredibilmente ispirato, specie se si considera il fatto che segue il suo predecessore di soli sei mesi, affinandone le qualità e andando in una direzione ben precisa, quella del black metal tradizionale. Il problema a mio parere sono le ultime tre tracce, che poco hanno a che vedere con il resto dell’opera e sembrano piuttosto un riempitivo che permette al disco di superare i fatidici trenta minuti, al di sotto dei quali sarebbe rimasto un ep. Se la citata “Sic Luceat Lux” dà una sferzata thrash all’album, “Śmierć Protestanckim Kurwom” sembra del tutto superflua e fuori contesto, mentre “Spłoniesz” risulta a dir poco ridondante, riproponendo le tastiere ad appena cinque minuti da “Demon”, che sarebbe stata invece a mio parere una degna outro.

In conclusione, Horda è un album che, pur soffrendo di qualche pecca, farà gioire gli amanti del black metal più tradizionalista e senza fronzoli, pur non apportando necessariamente qualcosa di nuovo (non sia mai) al genere né mostrando una personalità fuori dal comune, ma seguendo un sentiero già tracciato dai suoi precursori e facendolo nel migliore dei modi.

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