Wilczyca - Wilczyca

WILCZYCA – Wilczyca

Gruppo:Wilczyca
Titolo:Wilczyca
Anno:2020
Provenienza:Polonia
Etichetta:Godz Ov War Productions
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TRACKLIST

  1. Na Przeklętej Ziemi
  2. Ego Memini Inferno
  3. Wilczyka
  4. Burza
  5. Rok Pierwszy
  6. Przyjdź
  7. Proch
DURATA:31:06

Sin dai primi anni Novanta il black metal ha trovato una seconda casa in Polonia e ancora oggi la scena locale risulta essere una tra le più attive, con numerosi nomi di punta a livello internazionale. A costoro si affiancano ogni anno nuovi progetti, come ad esempio i Wilczyca (lupa in polacco e anche il titolo di uno dei capolavori del cinema horror made in Polska): nati a Varsavia nel 2019, debuttano su Godz Ov War Productions con l’omonimo disco.

Parto col raccontare del supporto fisico, perché questo CD è una delle cose più dannatamente anni Novanta che mi sono capitate in mano negli ultimi anni. Grafiche minimali, con una sola fotografia in bianco e nero dei componenti del duo immortalati in una posa trve che sembra uscire dal video di “Call Of The Wintermoon”, e un trionfo di Fraktur bianco su sfondo nero per i testi. Testi che sono intrisi di satanismo nichilista, oscurità e Male.

Dal punto di vista musicale Wilczyca non si discosta quasi per nulla dall’immaginario descritto finora. Con un suono volutamente ruvido, fatto di partiture essenziali ripetute in modo quasi ossessivo, l’influenza della vecchia scuola norvegese — su tutti direi primi Gorgoroth e Burzum insieme ai Darkthrone — è palpabile nella gran parte dei sette brani che compongono l’album. Non mancano tuttavia diversi tocchi personali, che permettono al duo di avventurarsi fuori dal solco della tradizione. “Przyjdź”, oltre ad essere il brano con il minutaggio più pesante di tutta la scaletta con i suoi otto minuti abbondanti, rappresenta una decisa virata verso le sonorità del DSBM, tanto per le urla strazianti quanto per l’esacerbante ripetersi delle sei corde, base su cui vanno a innestarsi con successo le tracce del sintetizzatore. “Proch”, invece, è un pezzo interamente strumentale in bilico tra il dark ambient e alcune soluzioni derivanti dall’industrial elettronico, in cui nulla rimanda al mondo del metal: una scelta coraggiosa, infatti è stato saggiamente posto in coda, divenendo un ottimo outro.

Wilczyca è un atto di devozione verso le origini del metallo nero scandinavo, in cui il lo-fi non appare dovuto a evidenti limiti compositivi e/o tecnici, bensì a una precisa scelta stilistica. Certo, in questo quarto di secolo il black metal si è evoluto parecchio, per cui nel 2020 uscire con un album di questo tipo può risultare anacronistico, ma devo ammettere di averlo apprezzato, soprattutto nelle sue sezioni più contaminate, che tuttavia rappresentano una esigua minoranza nell’economia generale del disco. Si tratta in ogni caso di un debutto più che discreto e personalmente sono curioso di vedere come il progetto evolverà in futuro: il duo resterà ancorato al passato oppure oserà di più?

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