WITCHES OF DOOM – Obey

 
Gruppo: Witches Of Doom
Titolo:  Obey
Anno: 2014
Provenienza:  Italia
Etichetta: Sliptrick Records
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TRACKLIST

  1. The Betrayal
  2. Witches Of Doom
  3. To The Bone
  4. Needless Needle
  5. Crown Of Thorns
  6. Dance Of The Dead Flies
  7. Rotten To The Core
  8. It's My Heart (Where I Feel Cold)
  9. Obey
DURATA: 50:41
 

I Witches Of Doom sono un quintetto capitolino di recente formazione e approdano oggi sulle nostre pagine con il proprio debutto assoluto, intitolato "Obey". Un esordio invero di non così semplice categorizzazione, in quanto composto da una mistura di elementi e di influenze che, se formalmente non costituiscono alcun tipo di innovazione, ricamano comunque un interessante compendio di contaminazione sonora.

Pezzi come "The Betrayal" e "Dance Of The Dead Flies" sono eretti sulle fondamenta di un Doom dai toni sudisti che potrebbe spesso dare l'impressione di trovarsi di fronte a uno stile affine a quello dei Black Label Society, ma meno grezzo e maggiormente votato all'esplorazione dell'oscurità; le cavalcate polverose si snodano infatti con maestria all'interno di composizioni adrenaliniche e trascinanti, dalle quali evapora però sempre un vago sentore di nostalgica disillusione.

Le movenze desertiche e muscolari del Doom a tinte Stoner vengono riprese da "Rotten To The Core" e "Witches Of Doom", ma inserti di tastiera e fumosi aloni di sfuggente malinconia lasciano già presagire propensioni gotiche. Dette influenze si concretizzano poi in maniera più corposa all'interno di episodi come "To The Bone" e "Obey" (peraltro cesellato da incursioni di sitar e da una recitazione che riprende uno scritto di metà Ottocento di Charles Baudelaire): nonostante un'ossatura solida e accattivante, tali composizioni si avvicinano, senza troppo clamore ma abbastanza nettamente, a lidi che lasciano pensare a uno strano miscuglio tra Black Sabbath e The Vision Bleak, connubio che potrebbe essere semplicisticamente immaginato come una summa delle varie sfumature stilistiche utilizzate dai Nostri.

L'influsso gotico di cui sopra prende definitivamente forma in "Needless Needle", pezzo ammiccante e corredato da incursioni elettroniche che nel complesso sembrano dar vita a un incrocio tra Paradise Lost, Type O Negative e The Sister Of Mercy. Ovviamente non potrebbe mancare una traccia come "Crown Of Thorns", una ballata elegante e struggente introdotta da un pianoforte con sottofondo di archi su cui si appoggia la voce calda e nostalgica di Danilo "Groova" Piludu.

Nel complesso la prestazione dei Witches Of Doom è assolutamente solida e di qualità, melodica senza essere stucchevole, graffiante e corposa, tanto nei frangenti più aggressivi e Doom quanto nei momenti di maggiore distensione in cui sono proprio le reminiscenze gotiche a reclamare buona parte della scena. Sale sugli scudi in particolare la voce di Danilo, molto versatile e veramente ottima nel cangiare pelle a seconda delle esigenze emozionali dei vari episodi del disco.

Insomma, "Obey" è un lavoro interessante e vario, che potrà certamente trovare accoglienza sia tra gli amanti del Doom più polveroso che tra gli estimatori di frange meno estreme e più atmosferiche.

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