WITHERSHIN – The Hungering Void

 
Gruppo: Withershin
Titolo:  The Hungering Void
Anno: 2010
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Canonical Hours
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TRACKLIST

  1. Wherein I Exalt
  2. The Hungering Void
  3. Crossing The Threshold
DURATA: 15:14
 

Formazione svedese relativamente nuova quella dei Withershin, avendo già un demo "Chaos Discipline" e un album "Ashen Banners". immaturo ma piacevole, alle spalle, prima di rilasciare una nuova prova di lunga durata si cimentano in una mini-uscita dal titolo "The Hungering Void".

Solo tre tracce per quindici minuti di musica totalmente devoti al verbo scandinavo, le influenze di Dissection, Marduk e Sacramentum sono più che una semplice percezione istantanea e che la band poggi le sue strutture sul passato conosciuto sembra evidente già dalla veloce e compatta traccia d'apertura "Wherein I Exalt". La canzone è frenetica, carica di blastato e riesce a evitare una monotonia da spinta esagerata inserendo indovinate variazioni in down-tempo e creando un'atmosfera sinistra di contorno innalzata da una conclusione lenta nella quale si odono lame sfregarsi ripetutamente al di sotto di un parlato subdolamente bisbigliante.

"The Hungering Void" è l'episodio più breve, ma anche quello dove i Withershin non tolgono praticamente quasi mai il piede dall'acceleratore, la doppia cassa va a mitraglia, le chitarre sembrano delle motoseghe intente a scarnificare la carne e si concedono un assolo melodico di discreta tecnica prima che la voce faccia la sua comparsa, tanta potenza va però a discapito dell'andamento decisamente appiattito rispetto all'apripista.

Con "Crossing The Thresold" invece i ritmi si fanno più carichi di groove e appare l'ombra norvegese dei Satyricon dell'età di mezzo e per certi versi dei Marduk odierni, tirando in ballo qualcosa d'ascoltato nell'ultimo "Wormwood". Il lavoro di batteria è più agile e oltre a fornire robustezza con dei mid tempo scanditi a orologio trova il tempo di inanellare un paio di cambi interessanti, mentre le chitarre iniziano con una vena dolciastra prima di assumere connotazioni ruvide. Stesso percorso è seguito dal cantato che parte in sordina, ma col passare dei secondi fa registrare una vera esplosione poggiandosi con malvagia intezione sul più il lento incedere della canzone, incedere ottimo per sprigionare una dose di cattiveria notevole che ne addensa la sostanza.

L'ep è stato prodotto con tutti i crismi, le chitarre e la batteria arrivano all'orecchio in maniera perfetta così come il basso risulta essere più che vivo, l'unico leggermente penalizzato pare sia il cantante che in alcuni frangenti viene leggermente assorbito, un volume un pelo più alto avrebbe giovato a evidenziarne la prestazione.

"The Hungering Void" fa quindi ben sperare per il futuro di una band che sembra essere in salute, i fan dei gruppi citati inizialmente provino quindi a dare una possibilità d'ascolto a questo lavoro dei Withershin, non dovrebbero aver problemi nel digerirlo.

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