Wolves In The Throne Room - Primordial Arcana

WOLVES IN THE THRONE ROOM – Primordial Arcana

Gruppo:Wolves In The Throne Room
Titolo:Primordial Arcana
Anno:2021
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Relapse Records
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TRACKLIST

  1. Mountain Magick
  2. Spirit Of Lightning
  3. Through Eternal Fields
  4. Primal Chasm (Gift Of Fire)
  5. Underworld Aurora
  6. Masters Of Rain And Storm
  7. Eostre
DURATA:44:35

In perfetto accordo con il suo elemento fondamentale, ciclico come l’avvicendarsi delle stagioni, il cascadian black metal torna in questa torrida estate nella sua forma più illustre e splendente: quella incarnata dai fratelli Weaver e i loro Wolves In The Throne Room, che con invidiabile regolarità sfornano Primordial Arcana, prima uscita su Relapse Records.

Se da un lato c’è il passaggio a un’etichetta relativamente grande, dall’altro l’ormai trio di Olympia, spinto da una sempre più forte necessità di autosostentamento e — probabilmente — dalla pandemia, ha deciso di rinchiudersi in un bozzolo completamente DIY: dalla realizzazione dell’Owl Lodge Studio, in cui registrare e autoprodursi il disco, alla parte grafica, fino ai bellissimi video per i singoli uscito finora filmati nella natura selvaggia, quella Cascadia che è un po’ l’ultimo baluardo di natura incontaminata sulla costa del Pacifico.

Il settimo disco dei Lupi segue innegabilmente la direzione del suo predecessore, ma con le dovute differenze. Il senso di isolazionismo — o forse sarebbe più corretto dire raccoglimento — fa sì che questa volta non ci siano illustri ospiti, ma solo due strette conoscenze dei fratelli Weaver, ovvero Galen Baudhuin (Infera Bruo, nonché bassista live dei WITTR) e Yianna Bekris, unica mente dietro gli ottimi Vouna. A chiudere il cerchio, l’entrata ufficialissima di Kody Keyworth in formazione, che per la prima volta mette mano alla composizione portando le sue influenze in ambito doom e death.

Discorso simile per i brani: c’è un forte sentore di attaccamento alla terra, com’era ovvio aspettarsi, ma anche una voglia di volgere lo sguardo al cielo oltre che alle proprie radici. Con il nuovo studio sono tornati in auge anche i grandi sintetizzatori, tributo al black sinfonico anni ‘90 per stessa ammissione della band e assolutamente torreggianti in almeno due pezzi, la maestosa “Underworld Aurora” e la sognante “Eostre”, che sigilla il disco.

Si tratta anche dell’opera più concentrata mai prodotta dai Nostri, visto che appena due brani superano i sette minuti: un grande equilibrio tra episodi atmosferici in tremolo, marchio di fabbrica dei WITTR, e momenti in cui si sprigiona la violenza tra riff senza fronzoli e batteria serrata — i singoli “Mountain Magick” e “Primal Chasm (Gift Of Fire)” ne sono ottimi esempi. Testi evocativi raccontano della bellezza della natura ma anche della sua spietatezza, di antichi déi e di credenze primordiali e arcane, o di un’antica tribalità accentuata da suoni ritualistici e ripetitivi (“Spirit Of Lightning”).

Gli ululati rabbiosi di Nathan e Kody risuonano oggi più che mai come la voce della necessità di fare un passo indietro, di quantomeno rallentare il treno in corsa verso un futuro prossimo per nulla roseo. Primordial Arcana necessita probabilmente di un ascolto più paziente rispetto a Thrice Woven, ma ne vale sicuramente la pena. In un periodo difficile in cui molti musicisti hanno fatto di comunità virtù, i Wolves In The Throne Room hanno deciso di optare (anche) per l’isolazionismo e l’autosufficienza: una scelta che ha pagato, e pure bene.

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