Wombbath - Choirs Of The Fallen

WOMBBATH – Choirs Of The Fallen

Gruppo:Wombbath
Titolo:Choirs Of The Fallen
Anno:2020
Provenienza:Svezia
Etichetta:Soulseller Records
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TRACKLIST

  1. Fallen
  2. Crawling From The Pits
  3. We Shall Remain
  4. A Sweet Taste Of Death
  5. From The Beggars Hand
  6. Void
  7. A Vulgar Declaration
  8. Wings Of Horror
  9. Choirs Of The Damned
  10. In A Cloak Of Anger
DURATA:49:29

Musicalmente parlando, sono due i generi con i quali gli svedesi sono riusciti a farsi conoscere nel mondo: la disco e il death metal. Nonostante i recenti cambi di formazione, i Wombbath non hanno ancora deciso di caricarsi di frange e paillettes e urlare motivetti in falsetto: Choirs Of The Fallen è un disco di death metal classico fatto e finito, anzi per citare le parole del quintetto di Sala è «Tipper Gore Death Metal». Ai fan americani sarà scappato un sorriso, ai Democratici americani probabilmente un po’ meno.

A proposito di Choirs Of The Fallen, va immediatamente detto che non si tratta di un album innovativo: se cercate freschezza o elementi che vi facciano rizzare i capelli in testa, nel sound o nella composizione, non è qui che ne troverete. I dieci brani suonano esattamente come dovrebbe suonare un disco death metal, per cui se vi accostate con questa mentalità e questo spirito verrete ricompensati con 49 minuti assai intensi, godibili e violenti, come vi aspettereste da chi è sulla scena dall’88 (pur avendo sfornato solo quattro full-length), che è comunque un lasso di tempo di tutto rispetto, nonché — leggermente — più lungo di quello che la sottoscritta ha trascorso su questo pianeta. In effetti, i Wombbath sono una delle realtà death metal svedesi più longeve di tutte, quindi di certo li si perdonerà se continuano a suonare ciò che sanno fare meglio.

La nuova formazione vede gli innesti di Thomas Von Wachenfeldt che imbraccia una delle due chitarre, Matthew Davidson al basso (da circa un anno e mezzo) e Jon Rudin alla batteria. Così rinnovati, i Nostri ci accolgono con “Fallen”, un pezzo spaccaossa privo di intro, per lanciarci in mezzo al caos senza lasciarci prima il tempo di prepararci. Il brano d’apertura è un ottimo biglietto da visita e anticipa quasi totalmente quanto stiamo per ascoltare, anche se va detto che la seconda metà dell’opera, da “Void” in poi, è quella che spicca di più in termini di particolarità, se di particolarità vogliamo parlare: le dinamiche sono differenti e più variegate, specialmente in “Choirs Of The Damned”e “In A Cloak Of Anger”, in cui i ritmi tendono a essere meno frenetici e più scanditi. Nella prima metà della scaletta, invece, i pezzi di maggiore pregio sono “Crawling From The Pits” e “A Sweet Taste Of Death”.

Con Choirs Of The Fallen siamo davanti a materiale di qualità, composto da musicisti di certo non sprovveduti e che anche dopo più di trent’anni di carriera mantengono l’obiettivo di suonare puro e semplice death metal. Probabilmente i Wombbath non opereranno mai cambiamenti radicali nel proprio stile e resteranno sempre una certezza per chi cerca il death metal più old school che possa venire in mente; anche se, a giudicare dal death’n’roll dell’EP Lavatory del ’94, neanche di questo possiamo essere completamente sicuri. Per il momento ci facciamo andare bene blast beat e voci cavernose, poi in futuro chissà.

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