WORLD OF METAL AND RUST – Industrial Noir

WORLD OF METAL AND RUST – Industrial Noir

Informazioni
Gruppo: World Of Metal And Rust
Titolo: Industrial Noir
Anno: 2013
Provenienza: Oregon, U.S.A.
Etichetta: Depressive Illusions Records
Contatti: worldofmetalandrust.blogspot.it – worldofmetalandrust.bandcamp.com
Autore: Insanity

Tracklist
1. Misanthropy
2. World Of Rust
3. Mechanical Discordance
4. Industrial Noir I
5. Industrial Noir II
6. The Abyss
7. Barbed Wire Misery
8. Mechanical Mutilation
9. World Of Mystery
10. Labyrinth Of Concrete
11. Lurking In Shadows
12. Mechanical Melancholy
13. Industrial Noir III
14. World Of Metal
15. World Of Fog

DURATA: 1:06:38

Quanti dei nostri lettori sognano un mondo fatto solo di metallo? Tanti, immagino. Spero non sia un problema se ci fosse anche un po’ di ruggine. Ma, soprattutto, spero non sia un problema se ciò di cui sto per parlarvi ha ben poco a che fare con il panorama Metal.
World Of Metal And Rust è in realtà una nostra vecchia conoscenza, l’uomo dietro questo progetto passò già sulle pagine di Aristocrazia con il suo vecchio pseudonimo Mara (con “Inner Ugliness” e “Sanity Collapsing”), qualcosa però è cambiato da allora: se prima i nostri timpani venivano torturati (in senso buono) da un Black Metal pesantemente intriso di Dark Ambient, Drone e Industrial, ora il lato atmosferico è il protagonista assoluto della musica proposta, lasciando che di nero ci siano solo le atmosfere ricreate. L’approccio è minimalista, forse anche troppo in alcuni frangenti, le melodie (quando presenti) sono semplici e ripetute fino allo sfinimento suonando martellanti e ossessive, complice anche la scelta dei synth dai suoni torbidi e spettrali come nella lunga “Mechanical Discordance”. Il disco riesce comunque a scorrere grazie ad una discreta varietà ottenuta attraverso diverse strade: la batteria presente in alcuni episodi a dare un ritmo alle prime due “Industrial Noir” e a “Labyrinth Of Concrete”, una traccia in cui è un malinconico pianoforte a fare da guida (“Mechanical Melancholy”), le sensazioni che cambiano in continuazione di brano in brano dalla folle “Mechanical Mutilation” alla buia e umida “The Abyss”, dall’industriale “World Of Metal” all’inquietante “World Of Fog”, e non finisce qui.
Troviamo inoltre un uso molto ampio dei sample, spesso sfruttati come sezione ritmica o addirittura a supportare le melodie, purtroppo però è in questa caratteristica che risiede uno dei principali problemi del disco: i suoni andrebbero elaborati con più cura, si sente fin troppo lo stacco tra un campione e l’altro, l’opener “Misanthropy” ad esempio perde molta efficacia a causa di ciò. La sensazione è che si sia data poca importanza ad aspetti “formali” favorendo il lato compositivo, ma in un lavoro di oltre un’ora sono anche queste cose a rendere l’ascolto meno pesante; lo scarso uso degli effetti di fade-in e fade-out (e non solo) sia all’inizio e alla fine dei brani, sia al loro interno, è un’altra questione da tenere in considerazione: ci sono infatti cambiamenti troppo bruschi (i finali di “World Of Rust” e “Industrial Noir I”) che rischiano di creare confusione nell’ascoltatore.
La classica frase “è bravo, ma non si applica” che molti di noi si sono sentiti dire ai tempi della scuola sembra adattarsi perfettamente alla situazione: da questo album e da quelli che conosco pubblicati sotto il nome Mara ho sempre intravisto un potenziale che ancora non è riuscito ad esplodere, la musica creata da questo americano è sicuramente gradevole, tuttavia impegnandosi e limando i difetti esposti sopra potrebbe dare ancora di più; a maggior ragione, vista la direzione intrapresa con questo lavoro, è diventato importante lavorare su certi aspetti. Chi avesse seguito il precedente progetto può dare un ascolto anche a questa nuova realtà, sperando che in futuro riesca a sfruttare al massimo le proprie capacità.

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