Wormrot - Hiss | Aristocrazia Webzine

WORMROT – Hiss

Gruppo: Wormrot
Titolo: Hiss
Anno: 2022
Provenienza: Singapore
Etichetta: Earache Records
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TRACKLIST

  1. The Darkest Burden
  2. Broken Make
  3. Behind Closed Doors
  4. When Talking Fails, It’s Time For Violence
  5. Your Distopian Hell
  6. Unrecognizabel
  7. Hatred Transcending
  8. Doomsayer
  9. Pale Moonlight
  10. Seizures
  11. Voiceless Choir
  12. Grieve
  13. Sea Of Disease
  14. Noxious Cloud
  15. Shattered Faith
  16. Desolate Landscapes
  17. Spiral Eyes
  18. Vicious Circle
  19. Weeping Willow
  20. All Will Wither
  21. Glass Shards
DURATA: 32:58

Quello dei Wormrot è un nome che all’interno della scena grindcore non ha bisogno di grandi presentazioni. A differenza di quanto accade spesso nel genere, però, la formazione di Singapore possiede una discografia piuttosto contenuta nonostante i quindici anni di attività. Hiss, uscito a inizio luglio su quel mostro sacro del genere che è Earache Records, è infatti solo il quarto album dei Nostri.

I sei anni di silenzio trascorsi dall’uscita del precedente Voices non sembrano aver raffreddato lo spirito del terzetto. Anzi, nuove situazioni e nuovi problemi — basti pensare soltanto a quanto accaduto negli ultimi due anni — hanno gettato benzina sul fuoco interiore dei singaporiani. Il risultato sono ventuno rasoiate, spalmate su una buona mezz’ora, di grindcore furioso e abrasivo in cui non manca una certa dose di sperimentazione. Mi rendo perfettamente conto che il termine sperimentale sia incredibilmente inflazionato e usato molto spesso a sproposito, ma ritengo che questo non sia il caso di Hiss.

Dalle prime battute l’album non sembra distanziarsi molto dalle coordinate stilistiche dei lavori precedenti: brani veloci, segnati da una gragnuola di blast beat e da riff che strizzano l’occhio al thrashcore, influenza che emerge con prepotenza in episodi come “When Talking Fails, It’s Time For Violence” o nel finale di “Voiceless Choir”. Con il procedere dell’ascolto, però, ci si accorge che i Wormrot hanno deciso di aggiungere spunti ed elementi nuovi. Le dissonanze e gli inserti di rumoristica di “Your Distopian Hell”, oltre a essere coerenti col titolo del pezzo, mi ricordano alcune delle sperimentazioni di Feed Them Death, mentre le percussioni tribali e la voce effettata di “Pale Moonlight” strizzano l’occhio ai brani remixati contenuti nell’ultimo album dei Chepang. Ancora più interessante, a mio avviso, la collaborazione con la violinista Myra Choo. Se in “Grieve” lo strumento a corda, accompagnato da una bordata di blast beat, risulta angosciante, nella conclusiva “Glass Shards” contribuisce a costruire atmosfere inequivocabilmente post-rock.

Hiss dimostra come i Wormrot non solo abbiano raggiunto la piena maturità, ma che non temano nemmeno di uscire dagli schemi. Mescolando senza soluzione di continuità influenze e accorgimenti diversi, dall’hardcore al black metal, dal growl più cupo al parlato, il gruppo ha saputo costruire un disco che nella sua varietà risulta solido e coerente, soprattutto nei brani più lunghi e articolati. Concludo con una nota amara: quello che al momento è il migliore lavoro della band di Singapore è anche l’ultimo a vedere la partecipazione del cantante Arif. Come annunciato in una nota a maggio, il co-fondatore ha deciso di fare un passo indietro a causa di problemi legati alla sfera personale: il resto della formazione proseguirà il suo percorso, ma sarà la stessa cosa?