WORSTENEMY – Deception

 
Gruppo: Worstenemy
Titolo: Deception
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: WormHoleDeath
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TRACKLIST

  1. Deception
  2. Solis
  3. Conquer The Illusions
  4. Fog Or Shine
  5. Blood And Dust
  6. A Mortal God
  7. 5th Level Of Suffering
  8. Seasons Of War
  9. New Era Of Terror
  10. Grind [cover Alice In Chains]
  11. I
DURATA: 45:51
 

Non avevo la benché minima idea di chi fossero i Worstenemy e solo grazie a "Deception" scopro che nella ridente Oristano c'è una band death metal che suona da vent'anni filati. Nonostante questa lunga carriera, il gruppo è arrivato all'album di debutto, dopo il canonico percorso fatto di demo, EP e split, soltanto nel 2013. Quattro anni e spicci più tardi, sul finire del 2017, è stato il turno di "Deception".

Il frontman e chitarrista Marco Pulisci, unico fondatore ancora parte della congrega, si avvale per l'occasione di Luigi Cara al basso e seconde voci (che, però, ha abbandonato la band poco dopo l'uscita dell'album) e Simone "Arconda" Piras alla batteria, quest'ultimo più conosciuto nella scena nostrana per aver prestato i suoi servigi agli Hour Of Penance di "Sedition". Con una formazione a tre i Worstenemy sono comunque in grado di mettere in piedi un discreto macello, grazie soprattutto a un riffing ispirato e, a tratti, davvero malvagio. Le parti in tempi medi e quelle più articolate e tecniche sono lungi dall'essere memorabili, ma quando i Worstenemy abbassano la testa e iniziano a macinare "Deception" tocca vette di assoluto spessore.

Un riferimento su tutti è inevitabilmente il nome degli Immolation: la celebre cattiveria alla chitarra di Robert Vigna si deve essere fatta parecchia strada nel cuore di Pulisci, che riesce nella affatto banale impresa di assimilare e riproporre la lezione con ottimo gusto, permettendosi anche un'interessante rilettura di un'insospettabile "Grind" verso la fine dell'album.

Più in generale, pur nella sua organicità, è verso la seconda metà che l'album centra maggiormente il bersaglio, perché è lì che si concentrano i pezzi più riusciti: meno stop-and-go, meno rallentamenti, meno cambi di tempo e più death metal come Cristo (?) comanda. Vedi alla voce "5th Level Of Suffering": qualche leggero rallentamento in una marea di ottimi riff, mid-tempo sapientemente alternati ai blast beat e cazzodurismo generalizzato. È in queste condizioni che i Worstenemy danno il meglio di sé e convincono in pieno: senza fronzoli, senza velleità, andando dritti come fusi, ma con il peso specifico di un rullo compressore. Ottima prova.

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