XCIII – Enlighten

 
Gruppo: XCIII
Titolo: Enlighten
Anno: 2016
Provenienza: Francia
Etichetta: Anesthetize
Contatti:

Sito web  Facebook  Youtube  Myspace  

 
TRACKLIST

  1. Zeit(los)
  2. The Frost
  3. (e)scapegrace
  4. Pseudobezoar
  5. Tomorrow Knows
  6. Banquet
  7. Zeit(geist)
DURATA: 43:46
 

Non nego di aver avuto qualche difficoltà a comprendere "Enlighten", secondo disco degli XCIII, seguito di "Like A Fiend In A Cloud". Non voglio dire che sia eccessivamente complesso — pur non essendo neanche semplicissimo — eppure a ogni ascolto ho avuto la costante sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato.

Iniziamo col dire che l'album è legato al mondo Metal e allo stesso tempo prende le distanze da esso: possiamo ritrovare un'estetica musicale chiaramente legata a questo genere ad esempio nell'incedere roccioso e misterioso di "The Frost", con tanto di voce in scream; allo stesso tempo possiamo notare però che quelle chitarre distorte, che come suoni non stonerebbero in un album di Black Metal atmosferico, sono invece relegate a un ruolo di sottofondo, un accompagnamento rumoroso che disturba e arricchisce il pezzo. Al contrario, l'attenzione riservata al basso è sicuramente maggiore, il che ci consente di apprezzare le ottime linee di "(e)scapegrace", "Pseudobezoar" e soprattutto la quasi funkeggiante "Tomorrow Knows". Il problema è che la qualità delle composizioni non basta a nascondere i difetti del missaggio: al di là della debolezza delle sei corde — che inizialmente avevo considerato una scelta, ma col passare degli ascolti ho iniziato ad avere alcuni dubbi — la batteria non sembra suonare benissimo, in particolare il rullante e in alcune occasioni i piatti, così come le parti di voce pulita talvolta danno la sensazione di essere state appiccicate malamente sul resto.

Devo dire che è veramente un peccato, poiché più volte mi sono ritrovato ad apprezzare le scelte particolari del gruppo: l'importanza delle chitarre acustiche unite ai sintetizzatori riesce effettivamente a ricreare un immaginario semplice ma dalle molteplici interpretazioni, come quello raffigurato in copertina con una scelta dei colori assolutamente adatta. Le divagazioni vagamente jazzistiche del basso in alcuni frangenti e l'inserimento di atmosfere vicine al Post-Rock non fanno che dimostrare le buone abilità compositive degli XCIII, in grado di dare un senso di dissonanza in "(e)scapegrace" e di sfruttare la voce calda ed espressiva del cantante (anche se lo scream quasi sussurrato è decisamente da migliorare). Apprezzabili inoltre anche le parti di tastiera, spesso semplici ma poste nei punti giusti riescono a donare una maggiore emotività ai brani, come in "Banquet".

Insomma, "Enlighten" è un disco riuscito a metà, penalizzato da una produzione che non consente di apprezzare al meglio quanto di buono presente; d'altro canto non mi sento di bocciare un lavoro personale e tutto sommato interessante, specialmente considerando che è stato prodotto in completa autonomia. In futuro bisognerà tuttavia tenere conto del fatto che la forma è importante quanto il contenuto, a maggior ragione se la natura sperimentale della musica rende già l'ascolto più impegnativo del normale.

Facebook Comments