Yellow Eyes - Master's Murmur | Aristocrazia Webzine

YELLOW EYES – Master’s Murmur

Gruppo: Yellow Eyes
Titolo: Master’s Murmur
Anno: 2023
Provenienza: Stati Uniti
Etichetta: Sibir Records
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TRACKLIST

  1. Old Acclivity Dream
  2. Master’s Murmur
  3. Winter Is Looking
  4. Irrlicht
  5. When Jackie’s Lamps Have Showed
  6. The Ritual Is Gone
  7. Gold Door To Blindness
  8. Tremble Blue Morning
  9. Garden Trick
DURATA: 32:45

Tornano dopo quattro anni di silenzio gli americani Yellow Eyes, autori di alcuni album in bilico tra black metal atmosferico e ambient acustico culminati nel pregiato Rare Field Ceiling del 2019. Da sempre imprevedibili nei salti melodici e armonici in ogni pezzo, i quattro newyorkesi hanno abituato gli ascoltatori a non avere troppi preconcetti nell’accostarsi a ogni loro opera e il nuovo Master’s Murmur non fa eccezioni.

Partiamo dalla nota inserita dagli stessi autori su Bandcamp: «La prima di due pubblicazioni unite nello spirito, un surreale, sinistro preludio industrial-folk a un album in formazione piena». I quattro non depongono del tutto l’arsenale black normalmente a disposizione, ma si cimentano in nove tracce in larga parte elettroacustiche e in ogni caso lontano dal metal.

Master’s Murmur dipinge una serie di quadri dal sapore chiaramente agreste, caratterizzati da un’atmosfera rarefatta fino al minimalismo. A prevalere nella maggior parte dei casi sono le melodie folk rilassate con qualche accenno di dungeon synth, tuttavia gli Yellow Eyes mantengono intatta la capacità di stupire con improvvisi passaggi oscuri e minacciosi, che promettono una sfuriata che non arriva mai. Non mancano inoltre strizzate d’occhio a darkwave e post-punk già viste nel progetto parallelo dei fratelli Skarstad, i Sunrise Patriot Motion. Le chitarre elettriche pulite ricordano curiosamente alcuni suoni utilizzati di recente dai concittadini Krallice mentre lo screaming, il tratto che più saldamente unisce Master’s Murmur ai lavori precedenti, declama freddamente storie di una campagna sì bucolica ma percorsa da spiriti ben poco ospitali, mostrando tra l’altro una padronanza rara nel genere nell’uso delle rime e della metrica.

Infine sono presenti alcuni spunti del nostro amato black metal, nella varietà ovviamente più atmosferica e intimista: il finale di “Winter Is Looking” è un raro caso in cui la band permette al crescendo acustico di sfogarsi negli ultimi minuti, mentre “The Ritual Is Gone” sfrutta la strumentazione metal e i blast beat in apertura e chiusura come in un cerchio che circonda un momento dark-ambient.

Master’s Murmur è un’esperienza straniante, ti culla in un locus amoenus mentre allo stesso tempo ti mostra nubi nere all’orizzonte, che però come in un racconto di Buzzati non giungono mai sul posto. L’ascolto è piacevole e la produzione volutamente lo-fi è perfettamente adatta allo scopo che gli Yellow Eyes si prefiggevano. Trattandosi di una sorta di prequel a un album prettamente black atteso per quest’anno, sono estremamente curioso di vedere l’opus completo.