YOB – Clearing The Path To Ascend

Gruppo:YOB
Titolo:Clearing The Path To Ascend
Anno:2014
Provenienza:U.S.A.
Etichetta:Neurot Recordings
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TRACKLIST

  1. In Our Blood
  2. Nothing To Win
  3. Unmask The Spectre
  4. Marrow
DURATA:01:02:32

Gli YOB hanno rilasciato l’ennesimo discone. Non ci girerò attorno: amo la band di Mike Scheidt (chitarra e voce) e con assoluta fermezza affermo che in quattordici anni di attività lui e i suoi compagni d’avventura non hanno toppato nulla. Non c’è un solo disco del trio di Eugene che possa deludere le aspettative dei più famelici divoratori di uscite stoner-doom. La qualità della loro proposta è stata sempre di alto livello, anche se qualcosa all’interno del modo di comporre è iniziato a cambiare, esplorando territori esterni ai confini noti. Quest’ultimo lavoro intitolato Clearing The Path To Ascend — che per molti versi potremmo considerare l’ideale prosieguo del precedente Atma (2011) — ne è sicura conferma.

La sostanza primordiale che alimenta il flusso sonoro viscoso, nero, acido e greve è per lo più rimasta la stessa, ma in essa sono stati iniettati degli additivi post-metallici nella per certi versi nevrotica “Nothing To Win” e di stampo rock nella conclusiva “Marrow”, che grazie a una interpretazione vocale più eclettica di Scheidt imprimono al noto impasto magmatico una consistenza lievemente differente. Con ciò non ho la pretesa di asserire che gli YOB si siano di colpo trasformati in qualcos’altro, tanto che il pezzo posto in apertura, “In Our Blood”, è il più classico degli esempi di come questi signori siano da sempre in grado di gestire il peso e l’atmosfera da conferire a un brano. Peso che del resto è impossibile non evidenziare nel passo devastante di “Nothing To Win”, ma che volutamente perde parte del proprio potere nel gioco di luci e ombre che attanaglia “Unmask The Spectre”, canzone nella quale un muro sonoro può venire sgretolato da un inatteso sospiro e il sospiro essere inghiottito dall’improvviso ergersi di una rocciosa parete, e in “Marrow” al cui interno si fanno largo derive progressive ed echi di memoria settantiana.

La solidità di Clearing The Path To Ascend è indiscutibile. Non vi sono punti deboli ai quali attaccarsi: anche la produzione, talvolta tallone d’Achille del gruppo, risulta essere curata e rifinita più di quanto fosse previsto. Forse si potrebbe imputare alla prestazione del trio uno sfrontato — tuttavia stupendo — adagiamento su di un percorso musicale già battuto e ribattuto, la mancata volontà di compiere quel passo più lungo della gamba che avrebbe condotto a una svolta più netta. Del resto ciò che udirete in scaletta non è nuovo, ma solamente venato di nuovo.

Probabilmente gli YOB stanno mutando, quindi potremmo considerare questo settimo sigillo discografico un lavoro di transizione. Dove ciò li condurrà lo ascolteremo in un prossimo futuro: adesso è doveroso godere appieno di questo passaggio e credetemi: se tutte le evoluzioni in corso avessero un quarto del piglio, dell’enfasi e dell’aura mistica in possesso di Clearing The Path To Ascend, i nostri portafogli gronderebbero lacrime di disperazione per la mancata possibilità di acquisire tali innumerevoli perle. Purtroppo, o forse per fortuna, non è così che gira la ruota e non tutti sono gli YOB.

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