YOUR HIGHNESS – Your Highness

Gruppo:Your Highness
Titolo:Your Highness
Anno:2019
Provenienza:Belgio
Etichetta:Hoogheid Records
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TRACKLIST

  1. Devil’s Delight
  2. The Flood
  3. Born Anew
  4. Black Fever
  5. To Wood And Stone
  6. Little To Relate
  7. Rope As A Gift
  8. Kin’s Blood
DURATA:51:44

Gli Your Highness, attivi dal 2010, giungono al terzo lavoro in studio, un passo ulteriore verso una notorietà che si dimostra meritata. Il disco di questo quintetto belga, che si muove sugli impervi terreni dello stoner, si presenta come un omaggio, non privo di personalità, verso due nomi imprescindibili della scena musicale estrema contemporanea: High On Fire e Baroness. Intessendo con arguzia l’aggressività e la pesantezza del trio capitanato da Matt Pike con la profondità e l’epicità della band di John Baizley, e nonostante la sua natura modesta, Your Highness ha tutte le carte in regola per donarci sani e prolungati momenti di headbanging e una notevole quantità di fomento.

Su “The Flood” e “Born Anew” risulta difficile trattenersi dal gridare, insieme alla voce profonda e ruggente di Ben Baert, note intrise di tracotanza e intransigenza, accompagnati da riff che seguono i solchi tracciati dai già citati maestri, riuscendo ad apparire con molta personalità (soprattutto nella prima metà del disco). A bilanciare questo lato magniloquente si trova un nutrito numero di espedienti melodici, che insinuandosi di soppiatto in molti degli otto brani che compongono la scaletta portano alla mente, almeno al sottoscritto, un approccio compositivo molto vicino ai Baroness; in particolar modo per quanto riguarda il cantato e la sua impostazione, distesa, riecheggiante, ma allo stesso tempo dall’andamento regolare e rilassato. Dall’accostamento di queste due diverse scuole di pensiero gli Your Highness hanno cercato di estrapolare un composto originale, riuscendo, tutto sommato, nel loro intento. Nonostante le matrici utilizzate siano messe in vetrina sin dalla prima canzone, il disco merita di passare l’esame dell’ascolto, mettendo in piedi costruzioni notevoli, come l’adrenalinica “Rope As A Gift” o i quattordici minuti della traccia conclusiva, “Kin’s Blood”.

Arrivato al terzo album, il quintetto belga prosegue la sua strada verso l’assemblaggio di un sound personale e riconoscibile, non giungendo ancora a vette tanto elevate, ma impostando comunque su basi ben salde il passo successivo. Una scalata verso il Walhalla che il gruppo ha iniziato e portato avanti con dedizione e carisma: speriamo che le soffici catene che legano gli Your Highness ai predecessori possano infrangersi del tutto e liberare qualcosa di ancora più devastante.

«The mercy seat is ragged and rotten
Raised on a lie
Beats repeating
To the sound of walhalla

On dead ends and masquerades
White feathers, godforsaken age
Old ends
The new commends!
»

( da “To Wood And Stone”)

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