Ysengrin - Initiatio

YSENGRIN – Initiatio

Gruppo:Ysengrin
Titolo:Initiatio
Anno:2020
Provenienza:Francia
Etichetta:I, Voidhanger Records / New Era Productions / Rempart Immortel
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TRACKLIST

  1. Potencée D’Or
  2. Celui Qui Est Au-Dessus
  3. Pass’Age
  4. Mémorable (G. De Nerval – Extraits)
  5. Ode À L’Escarboucle
  6. Téménos
  7. Mia Carne Sepolta
  8. Monumentum
  9. Pantaculum Mystagogia
DURATA:43:09

Conosco i francesi Ysengrin da diversi anni, precisamente dai tempi di Ars Magna Moriendi, split con i connazionali Borgia risalente all’ormai lontano 2009. Ne è passata di acqua sotto i ponti da allora: la band capitanata da Guido Saint Roche, durante un decennio, ha messo insieme tre album e una lunga serie di uscite minori. Il sodalizio con l’etichetta italiana I, Voidhanger Records è iniziato col secondo full length, To Endotaton (2012), e dura tuttora, con questo Initiatio che è stato pubblicato con la collaborazione di New Era Productions (che ha co-prodotto l’edizione in vinile) e Rempart Immortel (responsabile dell’uscita su cassetta). Nel corso degli anni il progetto transalpino si è anche avvalso dell’apporto di nuovi musicisti che ne hanno innalzato il livello qualitativo. Impossibile non citare tra questi Valkenstijn, mastermind dei Mosaic recentemente apparsi sulle nostre pagine. Date queste premesse, Initiatio si propone dunque come un lavoro dalle direttrici decisamente mature.

Il disco pesca innegabilmente a piene mani dalla tradizione black metal anni Novanta. Non quella norvegese, bensì quella mediterranea, greca ma anche italiana. Echi di Necromantia, Varathron e Mortuary Drape sono infatti inconfondibili, con quel sapore di black metal occulto. Con le band citate, inoltre, gli Ysengrin hanno in comune un interesse spiccato per il basso, elemento la cui presenza è stata esasperata in particolare nei Necromantia. All’interno di Initiatio, tale strumento viene infatti distorto ed è presente costantemente dall’inizio alla fine: una trovata che mi ricorda un album uscito lo scorso anno, The Underworld degli americani Cemetery Lights. L’album risulta anche un prodotto black metal piuttosto diverso, perché predilige il mid tempo alla tecnica del blast beat: i ritmi meno furiosi (a tratti quasi doom) dettano l’atmosfera che si fa così sempre più tenebrosa e spettrale man mano che avanza il minutaggio.

Ho trovato inoltre molto interessante il miscuglio con elementi che arrivano direttamente dall’heavy metal anni Ottanta, un’influenza, percepibile soprattutto negli assoli (pochi, per la verità), che ci riporta con la mente al proto-black metal di Mercyful Fate o Venom. Un ruolo rimarchevole viene anche assunto dalla voce, a metà tra scream e growl acido, con testi in francese. L’idea non è del tutto nuova, ma risulta azzeccata perché nel mix la componente vocale riveste una certa prominenza, dando l’impressione di fungere da espediente narrativo più che da canto in senso stretto. A proposito di mix: anche la produzione risente delle influenze di quel black metal di matrice greca che abbiamo già menzionato, perché i suoni sono sporchi, quasi vintage, pur essendo tutto perfettamente distinguibile. Mi piace molto anche quell’aura medievale che si avverte grazie a inserti di chitarra acustica dal sapore vagamente folk, potenziata da tastiere che talvolta si avvicinano agli Abysmal Grief, talvolta ai primi Satyricon. Gli Ysengrin risultano dunque estremamente coerenti nel realizzare un’opera che sa mescolare il tema alchemico-medievale con l’aspetto musicale, dando alle atmosfere il giusto peso e permettendo loro di permeare l’intero lavoro. Un fatto, questo, decisamente non scontato e che premia la sensibilità artistica dei Nostri.

Initiatio degli Ysengrin è sicuramente da ascoltare: è un’ottima lezione su come interpretare qualcosa di già sentito, con abilità e coerenza stilistica al tempo stesso. Inoltre, se amate il black metal vecchia scuola ma vi siete stufati di norvegesi e svedesi, questo potrebbe essere proprio ciò che cercate.

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