Ysyry Mollvün - Ysyry Mollvün| Aristocrazia Webzine

YSYRY MOLLVÜN – Ysyry Mollvün

Gruppo: Ysyry Mollvün
Titolo: Ysyry Mollvün
Anno: 2022
Provenienza: Argentina
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. K’aux Rise
  2. K’aux See Reconquista Ysyry
  3. K’aux Talks To Espirito Del Monte
  4. K’aux Lament
  5. San La Muerte I
  6. San La Muerte II
DURATA: 35:46

Il mondo del black metal, e in generale del metal estremo, sa spesso regalare storie di posti lontani e geografie remote, nel tempo e nello spazio. L’Argentina, ad esempio, non è un Paese che appare molto spesso nelle nostre coordinate, sebbene abbia saputo produrre album e band interessanti. Proprio dall’Argentina arrivano i misteriosi Ysyry Mollvün, peraltro forieri di un concept molto particolare, in quanto ispirato alle genti Selk’nam, una delle ultime popolazioni del Sudamerica a essere scoperte dagli occidentali. I Selk’nam erano infatti una popolazione di nativi americani che abitavano i lembi australi del continente, quindi la cosiddetta Terra del Fuoco, tra Argentina e Cile.

Ysyry Mollvün, album eponimo della band argentina, è ammantato da un black metal melodico, atmosferico e sognante, che sullo sfondo narra le vicende dei Selk’nam. La tragica vicenda di queste popolazioni, colpite da genocidio a opera degli europei, portò all’estinzione consumatasi sul finire del secolo scorso. Gli Ysyry Mollvün, duo formato dal mastermind Zupai Ulen e da Antonio Sanna (già noto per la sua militanza nei Downfall Of Nur), riescono a veicolare tutta questa tragicità lavorando più sul lato atmosferico che su quello folkloristico, come invece fanno altre band dedite a un black metal a tinte indigene o nativo-americane. Rispetto a nomi come Corubo o Pan-Amerikan Native Front, infatti, il racconto della fierezza del popolo Selk’nam qui si mescola con la malinconia del destino che ha colpito questi nativi argentini.

Un aspetto molto interessante dell’esordio degli Ysyry Mollvün è che il loro black metal, per quanto ammantato da un concept lirico ed estetico evidentemente unico, cerca di non dipendere troppo dall’aspetto folk, scegliendo piuttosto di centellinarlo in alcuni momenti. In tal senso, sono molto belli e ben studiati gli accenni folkloristici presenti in “San La Muerte II”, traccia che chiude il disco e che sembra riassumere l’essenza dell’album. Le tematiche, comunque, sono ben sintetizzate dalla copertina, che mostra alcune donne Selk’nam con uno sfondo rosso acceso, quasi a donare un’aura apocalittica alla composizione. Per il resto, Ysyry Mollvün è comunque un disco di mestiere, ben suonato e prodotto in modo eccellente, con suoni morbidi e ben bilanciati che permettono di cogliere tutti gli spunti melodici del duo argentino.

In generale, l’esordio degli Ysyry Mollvün è un ottimo esempio di black metal a tinte indigene, con un concept interessante e delineato in modo intelligente, dalla musica all’estetica. Per coloro a cui interessa il black metal atmosferico e melodico a tinte storiche, questo è certamente un album da ascoltare e riascoltare, per poterne apprezzare tutte le sfumature.