ZAUM – Oracles

 
Gruppo: Zaum
Titolo:  Oracles
Anno: 2014
Provenienza:   Canada
Etichetta: I Hate Records
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TRACKLIST

  1. Zealot
  2. The Red Sea
  3. Peasant Of Parthia
  4. Omen
DURATA: 48:39
 

Arriva dal Canada la realtà nuova di pacca degli Zaum, duo composto dal bassista, cantante e tastierista Kyle Alexander McDonald (già con gli Shevil) e dal batterista Chris Lewis (dietro al microfono con gli Iron Giant), e spunta fuori praticamente dal nulla, debuttando direttamente con l'album "Oracles" grazie al supporto della I Hate Records. Il mondo al quale si rifanno è quello Doom-Stoner, per la precisione attingono dal versante psichedelico-ritualistico, da quella branca del genere tanto cara al maestro Al Cisneros con i suoi Om e gli Sleep, agli assorti e fumosi britannici Bong (autori di "Beyond Ancient Space" e "Mana-Yood-Sushai") e a un'altra interessante compagine come i Queen Elephantine.

Capirete quindi che la proposta confezionata dai musicisti nordamericani si muove con passo decisamente dilatato e non scava nelle profondità del terreno, bensì in quelle della mente nel tentativo di prenderci per mano e condurci attraverso un'esperienza uditiva estenuante, ma alquanto appagante. I cinquanta minuti del disco assuefanno il cervello, insidiandovisi all'interno, si fanno lentamente strada seducendolo con le trame sacrali del sitar, ammorbidendone la resistenza con lievi, ma presenti, onde drone che lo disorientano e incantano. La celebrazione psichedelica modifica la propria forma di atto in atto: è solenne ed evocativa in "Zealot"; progressiva, estraniante e a tratti inquietante in "The Red Sea"; insidiosamente groove in "Peasant Of Parthia"; ipnotica e fuori dal tempo nella conclusiva "Omen".

Siamo di fronte a un lavoro nel quale bisogna perdersi, dove le ancore della ragione o la riflessoine risulterebbero inutili limitazioni nell'intraprendere un ascolto che ha come primo obbiettivo quello di dislocare il nostro io in un'altra dimensione geografica e temporale. Gli Zaum riescono benissimo in questo scopo e ci permettono di vagare, fornendoci atmosfere che vanno a concretizzare tale immaginario antico e ricco di fascino.

"Oracles" è il miglior biglietto da visita che i canadesi potessero sfoggiare e pianta basi solide. La musica di McDonald e Lewis possiede una capacità di creare differenti sfaccettature non comune, sulle quali credo continueranno a cesellare il proprio suono. La speranza è quindi che si tratti soltanto della prima di numerose e gustose uscite targate Zaum. Il portafoglio si apre, scatta nuovamente l'acquisto e la collezione, mia e mi auguro anche vostra, sentitamente ringrazia.

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Un pensiero riguardo “ZAUM – Oracles

  • 22 Settembre 2014 in 9:45
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    li sto ascoltando ora, si difendono bene tra i miliardi di gruppi stoner doom che sbucano da ogni dove. Atmosfere molto ben curate e nessun brano cade nella banalità. Mi piacciono molto le note alte e prolungate che accompagnano la marcia funebre della batteria. A mio vedere l’unico difetto è la voce che nell’ ancestralità dei brani ci azzecca poco. Ottima band.

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