ZEIT – Monument

 
Gruppo: Zeit
Titolo: Monument
Anno: 2016
Provenienza: Italia
Etichetta: Cave Canem / Dischi Bervisti / Epidemic Records / Icore Produzioni / Assurd Records / Toten Schwan Records / Dingleberry Records / Indelirium Records / Rip Roaring Shit Storm Records / Shove Records / Tanato Records
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TRACKLIST

  1. Staring
  2. They Run In Circles
  3. Monument
  4. The Swarm [cover At The Gates]
DURATA: 11:08
 

Una copertina surreale ed evocativa, tre pezzi inediti e una cover, qualche ringraziamento e poche informazioni basilari: questo è il contenuto di "Monument", nuovo EP degli Zeit. Il quartetto veneziano era già stato oggetto delle nostre elucubrazioni prima con il mini di esordio, datato 2014, e poi con il debutto uscito l'anno successivo e intitolato "The World Is Nothing". Eravate già stati messi in guardia sul potenziale di ferocia incanalato da questi ragazzi: anche stavolta sono lieto di confermare che sono nuovamente mazzate, ma di quelle pesanti.

"Monument" potrebbe svolgere la funzione di un piccolo abbecedario, poiché racchiude tutte le sfumature della proposta degli Zeit: "Staring" è un fulmine a ciel sereno con il suo impianto ritmico sbilenco accompagnato dalla follia incontrollabile di chitarre più aggressive che mai, mentre "They Run In Circles" è uno strepitoso mid-tempo dalla struttura intricata e un po' cervellotica.

La traccia eponima gode di una costruzione maggiormente lineare da cui fuoriesce prepotente la violenza di un impatto puramente Hardcore, più dedito alla potenza che all'acidità disturbante delle strutture disarmoniche di cui sopra. Ciliegina sulla torta, una bellissima reinterpretazione degli At The Gates di "The Swarm" (da "Terminal Spirit Disease", 1994) cui partecipa anche Nicola Manzan (Bologna Violenta) fornendo il tappeto d'archi introduttivo: ottima prova che, pur non aggiungendo e non togliendo nulla, conferma la bravura dei Nostri.

I quattro musicisti si nutrono di caos, di rabbia, di malesseri e di saturazioni. Metabolizzano attraverso filtri composti di disciplinate stratificazioni, amalgamano il tutto con asimmetriche nevrosi strumentali e poi ce lo catapultano sul muso con l'aggressività consapevole di chi è ben conscio delle proprie capacità.

Mettendo in mostra una personalità sempre più interessante e in perenne modellazione, la quale va pian piano distaccandosi dalle influenze imprescindibili di genere (Converge su tutti) e lasciando impronte sempre più definite sul terreno scabroso calpestato, gli Zeit non possono che essere un nome atteso e seguito da chi si diletta a monitorare questo panorama musicale. E il sottoscritto ha l'impressione che dovremmo prepararci a sentirne delle belle.

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