ZENITH REUNION – Utopia

ZENITH REUNION – Utopia

Informazioni
Gruppo: Zenith Reunion
Titolo: Utopia
Anno: 2012
Provenienza: Finlandia
Etichetta: Violent Journey Records
Contatti: facebook.com/zenithreunion
Autore: Mourning

Tracklist
1. Can’t Feel The Pain
2. Naked Boy
3. Dust
4. Gone Forever
5. FF
6. Victim Of Time
7. Truth Inside
8. Darkness Fall
9. Utopia

DURATA: 51:33

ZENITH REUNION - Utopia Gli Zenith Reunion nascono in Finlandia nei primi anni Novanta col monicker Zenith, come spesso accade c’è uno stop lungo e imprevisto sino alla rinascita, in questo caso avvenuta nel 2010 con la modifica del monicker al quale viene aggiunto “Reunion” a simboleggiare la ripresa dei lavori che hanno portato al disco di debutto intitolato “Utopia”.
La musica è un hard’n’heavy dalle venature progressive, i proclami che parlano di similarità con band quali i connazionali Tarot, Accept e Dream Theater nonché le vaghe similitudini ad approcci in stile Van Halen per le qualità di presa catchy e Cacophony, nel tentativo di attrarre con una solistica che potrebbe ricordare a tratti quella di Friedman, non bastano a dare alla band una propria dimensione che risulta essere ancora assente.
I brani inseriti nel disco per certi versi sono accattivanti, discretamente suonati, ricchi di melodia e ganci da canticchiare nei ritornelli, proprio quest’ultimo punto è però croce e delizia del platter. La sovrapposizione delle due voci utilizzata con costanza è scontata e, se a tale pecca si aggiunge un songwriting non troppo brillante, quello che se ne può venir fuori è un disco con un paio di pezzi piacevoli all’ascolto, si vedano “Can’t Feel The Pain” che in parte potrebbe esser uscita direttamente da “Amok” dei Sentenced, “Naked Boy” e “Gone Forever” nelle quali affiora l’alone progressivo, e poi? Molto mestiere ma poca sostanza.

Quasi un’ora di “Utopia” si riduce a divenire un supporto, una colonna sonora in sottofondo da inserire quando nello svolgere altri compiti si ha voglia di far girare qualcosa che risulti disimpegnante, non c’è poi molto a cui dover prestare attenzione dato che si ha l’impressione che gli Zenith Reunion siano frenati, “Dust” a esempio sembra uscita da un lato da un platter dei Metal Church nelle fasi più lente e melancoliche e dall’altro dai Megadeth di “Youthanasia”, le movenze iniziali farebbero sperare nel pathos di una prova vocale alla fu David Wayne e invece… la canzone non prende in pieno né dall’una né dell’altra band rimanendo in bilico, non è brutta ma lascia decisamente l’amaro in bocca.
Potenzialmente la formazione possiede le carte in regola per ovviare a tali mancanze producendo in futuro, auguro loro poi non troppo lontano, dischi di ben altra caratura, per ora, mi tocca rimandarli.
Un ascolto a “Utopia” potreste anche concederlo ma non so quanto a lungo riuscirebbe a rimanere all’interno delle vostre playlist.

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