ZIERLER – ESC

 
Gruppo: Zierler
Titolo: ESC
Anno: 2015
Provenienza: Danimarca
Etichetta: Vanity Music Group
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter

 
TRACKLIST

  1. A New Beginning
  2. Aggrezzor
  3. Darkness Delight
  4. Dark To The Bone
  5. Evil Spirit
  6. Married To The Cause
  7. No Chorus
  8. Rainheart
  9. You Can't Fix Me No More
  10. Water
  11. Whispers
DURATA: 72:07
 

Finn Zierler è un pianista danese che ha sempre lavorato all'ombra dei nomi più famosi del progressive metal degli anni '90. Pur provenendo dallo stesso paese dei Royal Hunt, il suo contributo al genere è stato notato solo all'uscita del primo disco "The Devil's Hall Of Fame" con i suoi Beyond Twilight (quasi dieci anni dopo l'inizio della sua carriera). Certo, all'epoca c'era un certo Jørn Lande alla voce, ma il buon Danese ha continuato la sua opera con altri due album prima di fermarsi. Fino a oggi almeno, dieci anni di tempo per rimettere a posto le idee e lanciarsi nel suo nuovo progetto, semplicemente chiamato Zierler, in cui il buon Finn si è divertito a riplasmare e ricreare quelli che sono stati da sempre i suoi tratti più caratteristici: l'esasperazione di un progressive metal graffiante e decisamente più tenebroso della media, contaminato da orchestrazioni e innesti sinfonici dalle tinte oscure e aggressive ("Darkness Delight" e "Aggrezzor" sono due esempi chiave).

In fondo è stato lo stesso Zierler ad affermare di voler creare un disco che fosse «totalmente libero da ogni possibile legame, esplorando sonorità e composizioni mai sentite prima». E per carità, il suo esperimento è parzialmente riuscito: certo, è un po' arrogante pensare di essere in grado di creare qualcosa di nuovo dopo tanti anni di distanza dalla scena (che non è di certo morta), ma "ESC" tira fuori le unghie e i denti, mescolando tutto ciò che ci si potrebbe aspettare da un album prog di qualità. Ecco quindi la notevole prova vocale di Carpenter (già visto con i Beyond Twilight) e del bassista Truls Haugen, mentre si alternano a dare la giusta potenza ai brani interamente composti da Zierler stesso. Ma è proprio tra l'ombra di Lande e quella di Devin Townsend ("Evil Spirit") che, pur ricordandoli, "ESC" ne esce plasmato come un'opera granitica ed estremamente complessa, con l'enorme capacità di offrire brani leggermente canonici e altri totalmente privi di qualsiasi struttura rigida, lasciando fluire tutto l'ingegno musicale del Danese. Ciò che risulta alla fine è talmente complesso che ho ancora problemi a riconoscere alcuni dei pezzi, i quali spesso esplodono in coinvolgenti innesti di pianoforte ("Rainheart"), o assoli (di chitarra e vocali) repentini.

Un disco che, forse, si perde un po' nella sua complessità (soprattutto "No Chorus"), e non brilla certo per i suoi testi ermetici, ma che non per questo risulta prolisso o noioso; anzi, non c'è brano di "ESC" che non sia in grado di lasciarvi quel gusto melodico (come il bellissimo "Water"), e allo stesso tempo ruggente, da spingervi a cercare di ricordare ogni passaggio all'ascolto successivo: obiettivo che vi richiederà molto tempo, per metabolizzare l'incredibile varietà compositiva e la fantastica prestazione degli Zierler. Un disco che rapisce da subito, pur sembrando impenetrabile ai primi ascolti, ma che si stabilisce con forza come uno dei migliori prodotti di progressive metal degli ultimi anni.

Due piccole curiosità: il libretto di "ESC" è probabilmente uno dei più grossi mai fatti per un disco (quattordici pagine) e il simpatico Finn ha disposto i brani in ordine alfabetico… una trovata simpatica o pure casualità?

Facebook Comments